Roma, 26 nov – Sono 25 milioni – circa la metà della popolazione adulta italiana – e sono soprattutto donne, se è vero che in quasi due casi su tre (63 per cento) la solidarietà è tutta al femminile. Sono i donatori italiani, in un’indagine presentata dal vice presidente Eurisko, Paolo Anselmi, alla conferenza internazionale della comunicazione sociale di Pubblicità Progresso tutta incentrata sul ‘dono’. Ogni anno il ‘bottino sociale’ dei privati italiani ammonta a ben 3,4 miliardi di euro, ovvero la gran parte dei finanziamenti complessivi sul no profit italiano, che totalizzano – grazie anche a fondazioni bancarie, imprese e al 5 per mille dell’Irpef – circa 6,2 miliardi di euro. Tra i ‘donatori regolari’ (16 milioni), che rappresentano lo zoccolo duro dell’altruismo – con 180 euro distribuiti ogni anno – quasi 2 su 3 sono donne, residenti soprattutto nelle regioni settentrionali (Nord Ovest: 30 per cento, Nord Est: 25 per cento) e nei piccoli centri 100mila abitanti, 67per cento). Gli over 45 rappresentano il 56% dei donatori regolari. Tra le fasce più giovani (fino a 34 anni di età) i donatori saltuari (35 per cento) sono invece più numerosi dei regolari (22 per cento), ma è proprio su di loro che, secondo Anselmi, si confida per il futuro. Nell’indagine, presentata a Pubblicità Progresso da Eurisko e realizzata per l’Istituto italiano delle Donazioni, emerge infine come le persone in possesso di un titolo di studio elevato (laurea o diploma superiore) siano più propensi al comportamento di donazione. Per quanto riguarda il rapporto con la pratica religiosa, il dono è comportamento più frequente sia tra chi va regolarmente in Chiesa che tra chi non ci va mai a conferma della presenza di una “doppia componente” – religiosa e laica – nella cultura dei donatori.