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ISS: STANARE L’HIV CON L’UCCISIONE SELETTIVA DELLE CELLULE INFETTE

it@withub.it by it@withub.it
3 Giugno 2009
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Roma, 3 giu
– Stanare il virus dell’Hiv, ‘nascosto’ nelle cellule dell’organismo, e
aumentare di pari passo lo stress ossidativo delle cellule infettate, grazie ad
una nuova combinazione di farmaci, potrebbe rappresentare una nuova strategia
nella lotta all’epidemia di Aids. E’ quanto si legge in uno studio pubblicato
su Retrovirology firmato da Enrico Garaci, presidente dell’Istituto Superiore
di Sanità, e da Andrea Savarino, ricercatore presso il Dipartimento di Malattie
Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell’Iss, in collaborazione con
Antonello Mai e Anna Teresa Palamara, dell’Università di Roma “la Sapienza”.
Studi passati avevano appurato che una classe di farmaci, gli inibitori delle istone
deacetilasi, possono indurre la fuoriuscita del virus dalla fase di latenza. Si
era quindi sperato che questi farmaci potessero curare l’infezione se usati in
combinazione con le regolari terapie antiretrovirali per evitare che il virus,
una volta fuoriuscito dalla latenza, potesse infettare nuove cellule. “Questa
ricerca – afferma Garaci – fornisce per la prima volta un’idea su che tipo di
farmaci utilizzare per indurre la morte selettiva delle cellule infettate con
virus dormiente. L’eliminazione di queste cellule, che sono le principali
responsabili del mantenimento dell’infezione durante le terapie
antiretrovirali, potrebbe portare le persone con Hiv/Aids a liberarsi
definitivamente del virus oltre che dalla continua assunzione di farmaci
antiretrovirali”. Ma cosa hanno scoperto esattamente i ricercatori? “Abbiamo
forse trovato il ‘tallone d’Achille’ del virus – spiega Savarino – prima
abbiamo utilizzato una classe di farmaci, gli inibitori delle istone
deacetilasi, per ottenere una coltura di cellule infettate atte a far replicare
attivamente il virus. Poi, abbiamo ripetuto gli esperimenti aggiungendo un
induttore di stress ossidativo, diminuendo così i livelli di glutatione, un
forte antiossidante, anzi una delle più importanti difese naturali delle
cellule contro lo stress ossidativo, per constatare infine che la combinazione
di questi farmaci induceva efficacemente la morte delle cellule latentemente
infettate lasciando intatte le cellule sane. Entrambi i farmaci utilizzati
hanno nel frattempo passato sperimentazioni cliniche di Fase I confermando la
sicurezza della loro somministrazione agli esseri umani”. L’infezione da Hiv
colpisce circa 33 milioni di persone nel mondo. Nonostante possa essere tenuta
a freno dalle terapie antiretrovirali (accessibili a tutti solo in alcuni
Paesi), non esistono al momento cure definitive. Trovare una cura che
restituisca lo stato di salute alle persone sieropositive è una delle grandi
sfide scientifiche del nuovo millennio. Ma le idee per eradicare il virus dall’organismo
sono state fin ora così poche che i più grandi retrovirologi americani e due
importanti ditte farmaceutiche hanno creato un “collaboratorio” oltreoceano per
facilitare gli scambi scientifici ed hanno addirittura lanciato un appello
on-line affinché scienziati di tutto il mondo inviassero loro idee
potenzialmente vincenti. L’ostacolo all’ottenimento della cura per l’Aids è
costituito dalla “barriera di latenza”, ovvero un insieme di cellule in cui il
virus si integra nei cromosomi diventando parte integrante del patrimonio
genetico di queste cellule. Il virus però rimane dormiente senza dare segnali
per lunghi periodi, e le cellule non vengono riconosciute dal sistema
immunitario né eliminate. Lo studio dell’ISS, dunque, rappresenta un importante
passo avanti verso l’eradicazione dell’Hiv. (red)

    

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