diventare occasione preziosa per affermare nuovi e più sani stili di vita,
alleggerendo le bollette e dando una mano anche all’azione di contrasto dei
cambiamenti climatici? Ebbene sì, se invece di intendere il turismo come
pretesto per nuove speculazioni del territorio e cementificazione di aree
pregiate si decide di puntare sul rispetto dell’ambiente e del Pianeta. Lo
dimostrano i risultati di una indagine svolta da un gruppo di esperti sulle
strutture ricettive e turistiche che aderiscono alla etichetta ecologica
(ecolabel) di Legambiente Turismo: 372 strutture sia annuali che stagionali,
distribuite in 15 regioni, con oltre 50.000 posti letto, che nel 2008 hanno
contato circa 5 milioni e 300 mila presenze e che, grazie a piccoli
accorgimenti di gestione e a qualche piccolo investimento, hanno ottenuto un
miglior posizionamento sul mercato, alleggerito le loro bollette e consentito
una minore produzione di anidride carbonica, primo gas responsabile dei
cambiamenti climatici in atto. La ricerca di Legambiente condotta su 305 hotel
& co. aderenti, ha dimostrato una riduzione della produzione di CO2 di ben
21.000 tonnellate, con un concreto miglioramento dell’opinione sull’ospitalità
da parte dei clienti, coinvolti nelle azioni per il risparmio di acqua ed
energia, partecipi nell’uso dei mezzi pubblici e delle biciclette, soddisfatti
della riduzione concreta dei rifiuti. “Nel complesso – spiega la direttrice
generale di Legambiente Rossella Muroni -, nelle strutture aderenti sono stati
installati circa 40.000 dispositivi per docce e rubinetti che hanno consentito
una riduzione dei consumi calcolata in circa
di acqua e una riduzione di energia (gas o elettricità per riscaldare l’acqua)
calcolata in oltre 70 Mwh, mentre l’installazione di oltre 60.000 lampadine a
basso consumo ha consentito un minor consumo di energia elettrica per almeno
450 Mwh”. La diminuzione di anidride carbonica dovuta all’uso delle biciclette
(circa 8.000) acquistate dagli esercizi alberghieri per consentire ai turisti di
non usare l’auto nei piccoli spostamenti ha prodotto la riduzione di almeno 750
tonnellate di CO2, oltre al calo dell’inquinamento da polveri e idrocarburi.
Quasi 6 tonnellate di rifiuti in plastica sono stati evitati grazie alla
riduzione di circa il 50% delle “monodosi” per gli alimenti da colazione
generalmente prodotte dalle multinazionali alimentari, spesso sostituite,
grazie agli accordi presi, dalla fornitura di alimenti freschi di produzione
locale e in gran parte biologici. Stesso discorso per i saponcini monodose,
raramente utilizzati fino in fondo e più facilmente sprecati, quasi ovunque
sostituiti da dispenser.
(Red)