Roma, 19 ago – Novara, Lecco, Mantova e Alessandria guidano
la classifica degli sforamenti ma l’ozono non perdona nemmeno a Ferrara o a
Matera: dal 15 luglio ad oggi le città capoluogo di provincia che hanno già superato
il limite di legge previsto per la salute, di 25 giorni annui (valore obiettivo
per la protezione della salute umana di 120 µg/m³, che entrerà in vigore dal
2010, calcolato come media su otto ore) sono quasi raddoppiate, passando da
appresta ad alimentare il gruppo con ben 24 giornate di superamento al 15
agosto. Continua così, con l’aggiornamento odierno, la campagna “Ozono ti tengo
d’occhio” realizzata da Legambiente insieme al portale www.lamiaaria.it, per
informare in tempo reale i cittadini sulla qualità dell’aria in molte città
italiane. A guidare la classifica dell’aria irrespirabile c’è ancora Novara con
67 giorni di ozono off-limits (erano 45 il 15 luglio), seguita da Lecco (62),
Mantova (60), Alessandria e Ferrara (57), Bergamo (55), Brescia (53), Matera
(51), Varese e Vercelli (49), ma l’emergenza riguarda evidentemente anche molte
altre realtà, concentrate soprattutto al Nord e in Pianura Padana. L’ozono
prodotto dalle emissioni dei veicoli a motore, dai processi di combustione e
dai solventi chimici, in presenza di un forte irraggiamento solare può
danneggiare la salute degli esseri umani con gravi conseguenze sull’apparato
respiratorio e polmonare, spiega Legambiente. Per questo, dal 2010 dovrà essere
adeguatamente monitorato dalle amministrazioni locali che sono obbligate ad
avvisare la popolazione quando il livello di concentrazione supera anche solo i
limiti della cosiddetta “soglia di informazione” (la media di un’ora superiore
a 180 µg/m³ misurata per tre ore consecutive), un fenomeno che avviene per lo
più in estate quando le temperature innescano una serie di reazioni chimiche
responsabili della formazione del gas. Poiché questo tipo di inquinamento si
diffonde con facilità a grande distanza, elevate concentrazioni di ozono si
possono rilevare anche molto lontano dai punti di emissione dei precursori, in
luoghi comunemente ritenuti immuni da inquinamento, come ad esempio le aree
verdi urbane ed extraurbane e in alta montagna (il cosiddetto Paradosso del
giardino). “Nelle nostre caotiche città, l’emergenza caldo dei mesi estivi, si
trascina inevitabilmente dietro l’emergenza ozono. Il problema dello smog è
ormai divenuto cronico e i dati che raccogliamo lo confermano costantemente –
ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. Le
amministrazioni locali e il governo non possono continuare quindi a
procrastinare misure e politiche di contrasto serie”. È indispensabile infatti,
dobbiamo ribadirlo – prosegue -, intraprendere in modo urgente azioni
strutturali sulla mobilità urbana, penalizzando anche economicamente il
traffico privato e promuovendo modalità sostenibili di trasporto di persone e
merci. Solo così si potrà davvero combattere l’inquinamento atmosferico,
liberare i polmoni dei cittadini e le strade delle città”. “L’obiettivo de LaMiaAria
è far sì che tutti siano informati in modo chiaro e comprensibile sulla qualità
dell’aria che respirano – sottolinea Chiara Metallo, direttore tecnico de
LaMiaAria -. Poiché la qualità dell’aria riguarda tutti è indispensabile la
partecipazione e il coinvolgimento diretto da parte dei cittadini; per questo,
tra le altre sezioni del sito, abbiamo creato un Forum e la rubrica ‘Chiedi
alle Istituzioni’ nella quale i cittadini possono sottoporre i propri problemi
relativi alla qualità dell’aria e la redazione LaMiaAria si impegna a
trasmettere il quesito all’Istituzione competente”. (Roc)