gioielleria. E dimostra che, nelle sapienti mani degli artisti, anche la carta
può diventare preziosa come l’oro e le gemme. Lo sanno bene Alba Cappellieri e
Bianca Cappello, curatrici della mostra “Gioielli di carta” in programma nel
capoluogo lombardo dal 16 settembre al 25 ottobre. Ovvero la più completa
rassegna mai dedicata al gioiello di carta attraverso i progetti di sessanta
designer provenienti da tutto il mondo, dall’Australia alla Finlandia, dal
Giappone all’Olanda, dalla Turchia alla Polonia. Piegata, ricamata,
intrecciata, cucita, spugnata, plissettata, fustellata, riciclata, incollata,
acquerellata, la carta rivela tutta la sua poliedricità e sorprende con le sue
mille declinazioni. Diventa rarefatta negli origami di Nobuko Murakami,
elegante nei plissé di Janna Syvanoja o nelle gorgiere dell’olandese Nel
Linnsen, geometrica nelle strutture di Sandra di Giacinto e materica grazie
alle texture di Ritsuko Ogura. Impossibile non riflettere sul concetto di
preziosità: non sono più i metalli e le pietre a rendere unici i pezzi esposti
ma l’idea stessa, che rappresenta il filo conduttore di tutta la mostra. Con la
sua versatilità la carta si presta a orizzonti progettuali nuovi e solitamente
distanti dal mondo del gioiello, all’insegna della sostenibilità e
dell’ecologia, esplorando linguaggi e temi trasversali come l’ornamento, il
colore, la forma, la superficie. Tra i creativi protagonisti dell’evento anche
sei designer di arredamento, che hanno realizzato i loro gioielli di carta
appositamente: Matteo Bazzicalupo e Raffaella Mangiarotti di deepdesign, Marco
Ferreri, Miriam Mirri, Marco Romanelli con Marta Laudan e Paolo Ulian. Assieme
a loro anche gli studenti del Politecnico di Milano, dell’Accademia di Brera e
dell’Accademia di Belle Arti di Firenze con le loro creazioni. Tutte,
rigorosamente, nel segno dell’”ecologically correct”. (A. Sc.)