Roma, 23 nov – Sono oltre 32,5 milioni di tonnellate i
rifiuti prodotti in Italia nel 2007, di cui il 50% circa è stato smaltito in
discarica e solo il 27,5% avviato alle raccolte differenziate. L’immondizia che
produciamo non accenna a diminuire, anzi negli ultimi due decenni nel nostro
Paese è cresciuta di anno in anno. Se nel 2003 ogni italiano produceva
si è arrivati a
pro capite (+ 8,4% in soli 4 anni). Per questo Legambiente, nel comitato
promotore italiano della Settimana Europea per
in collaborazione con Coop, Novamont e Virosac, per tutta la settimana si
attiva lanciando il programma “Ridurre si può” che intende sensibilizzare alla
diminuzione degli innumerevoli sprechi nella produzione dei beni e negli
acquisti. Ad ospitare la presentazione della campagna è stato Salerno, unico
capoluogo del centro sud che ha superato nel 2008 l’obiettivo minimo di legge
con il 45,7% di raccolta differenziata – con punte del 70% negli ultimi mesi
dell’anno in corso – dimostrando così che dall’emergenza rifiuti si può uscire
con una corretta gestione dei rifiuti. Previsti convegni e dibattiti nel corso
dell’intera settimana che si concentreranno nel week-end del 28 e 29 novembre
con i volontari impegnati davanti ai supermercati per promuovere acquisti
consapevoli, privi di imballaggi inutili, favorendo prodotti sfusi, alla spina,
con confezioni monomateriali riciclate o riciclabili, ma anche per incentivare
l’uso degli shopper in bioplastica e delle sportine riutilizzabili in tessuto. Nella
produzione dei rifiuti danno il loro apporto inquinante anche gli shopper: solo
in Italia sono 300mila le tonnellate di buste in plastica tradizionale prodotte
all’anno, l’equivalente di 430mila tonnellate di petrolio con l’emissione in
atmosfera di circa 200mila tonnellate di CO2. Dopo anni di battaglie
ambientaliste e la recente proroga di un anno da parte del governo, finalmente
anche nel nostro Paese dall’1 gennaio 2011 i sacchetti non biodegradabili
saranno messi al bando, per lasciare il posto agli shopper biodegradabili,
ricavati da materie prime rinnovabili come il mais (ne basta mezzo chilo per
produrre 100 buste) e con infiniti vantaggi. Basti pensare che un sacchetto
tradizionale disperso nell’ambiente impiega oltre 400 anni per distruggersi,
mentre il nuovo shopper biodegradabile impiega solo pochi mesi senza rilasciare
inquinanti. La campagna di Legambiente sottolinea che sono moltissimi i
prodotti in cui il packaging viene utilizzato in un modo esagerato, spesso con
confezioni inutili che hanno l’unica funzione di rendere appariscenti gli
oggetti che acquistiamo. “Evitare di comprare imballaggi inutili oltre a non
incentivarne la produzione – si legge in una nota -, favorisce anche
un’ottimizzazione del trasporto, con packaging ridotti e merci compresse e
trasportabili in numero maggiore per ogni viaggio”.
(grm)