Londra, 27 nov – Icone di stile si nasce o si diventa?
Quando si parla di Audrey Hepburn, che l’attitudine all’eleganza l’ha sempre
avuta nel sangue, la risposta è scontata. Perché col suo stile semplice e senza
tempo, pieno di charme e di carisma, questa star del cinema internazionale ha
riscritto le regole del look degli anni Cinquanta e Sessanta. Complici anche
alcuni tra i più grandi stilisti di sempre, che hanno creato per lei abiti
diventati negli anni preziosi capolavori della storia della moda recente.
Alcuni tra i più belli saranno battuti all’asta il prossimo 8 dicembre a
Londra. Scopo dell’iniziativa: devolvere il 50 per cento delle vendite alla Audrey
Hepburn Children’s Fund e all’Unicef, che ha sempre sostenuto l’attrice nel suo
impegno a favore dei bambini più sfortunati. Trentasei in tutto i capi che
saranno protagonisti dell’evento, firmati dai couturier più in voga tra il 1953
e la fine degli anni Sessanta: da Valentino a Elizabeth Arden, senza ovviamente
dimenticare monsieur Hubert de Givenchy, che della diva hollywoodiana era in
assoluto il designer preferito. Fu proprio lui a disegnare l’indimenticabile
abito di seta nera a palloncino che Audrey indossò nella commedia “Insieme a
Parigi” (1964) e quello da cocktail in pizzo che invece sfoggiò per “Come
rubare un milione di dollari e vivere felici” (1966). Tra i pezzi forti
dell’asta il meraviglioso abito da sposa in satin color avorio che le sorelle
Fontana disegnarono per l’attrice in occasione delle nozze con lord James
Hanson. Era il 1952 quando la signorina Hepburn, nella capitale per girare
l’indimenticabile “Vacanze Romane”, incontrò Zoe, Micol e Giovanna. Tre stiliste
all’avanguardia, contese dalle donne più eleganti del mondo, le prime ad aver
lanciato l’alta moda italiana sul mercato internazionale. Fu amore a prima
vista, tanto che la 23enne stella del grande schermo non esitò di ingaggiarle
per quello che sperava sarebbe stato l’abito più importante della sua vita.
“Audrey pretese la massima discrezione e fece moltissime prove” hanno
raccontato le sorelle dopo le nozze. Fu proprio la sposa a voler donare il suo
abito a una giovane ragazza che lo avrebbe indossato per il suo stesso
matrimonio. Conservandolo – intatto, ancora avvolto nella carta originale –
fino al 2002, quando l’ultima superstite della dinastia Fontana lo scovò per
una retrospettiva. Difficile prevedere a quanto ammonterà il ricavato della vendita
benefica: gli organizzatori sperano di superare le 100 mila sterline. E
l’occasione è più unica che rara per i fan che avranno la fortuna di portarsi a
casa un pizzico dello charme griffato Hep
(A.Sc.)