Roma, 27 nov – Continuano gli attentati contro i luoghi di
culto cristiani in Iraq. Ieri a Mosul due diversi ordigni hanno colpito la
chiesa di Sant’Efrem e
Casa Madre
momento non si hanno notizie di vittime, ma la chiesa è andata completamente
distrutta. Anche il convento delle suore ha riportato danni, ma non vi sono
ulteriori dettagli sulla portata. Fonti cristiane di AsiaNews a Mosul parlano
di “minaccia in sile mafioso”. “È un messaggio ai cristani – spiegano – per
costringerli a fuggire dalla città”. Ieri mattina alle 10 ora locale un
commando – pare di una decina di persone – ha fatto irruzione nella chiesa di
Sant’Efrem, nel quartiere di al-Jadida, nella parte nuova della città. Gli
attentatori hanno fatto uscire le persone che si trovavano all’interno del
luogo di culto. Con tutta calma hanno posizionato gli ordigni e sono fuggiti,
usando la stessa metodologia che ha portato alla distruzione dell’arcivescovado
nel dicembre 2004. La deflagrazione ha raso al suolo l’edificio. Dalle prime
ricostruzioni pare che non vi siano vittime fra i fedeli. Compiuto il primo
raid, gli attentatori si sono diretti verso
L’esplosione alle 10.30, mezz’ora dopo l’attentato alla chiesa. Al momento non
si hanno maggiori dettagli sui danni riportati dall’edificio, né se vi siano
dei feriti fra le religiose. Fonti di AsiaNews a Mosul spiegano che gli
attentati sono opera di “un gruppo coordinato, formato da una decina di
persone, che ha agito con tutta calma”. La zona è sotto il controllo degli
arabi sunniti e finora non si erano registrati episodi gravi di violenze.
“Abbiamo ricevuto minacce e gesti dimostrativi – sottolinea una fonte cristiana
– ma nulla di così eclatante”. Gli attentati ricordano “la catena di attacchi
che hanno colpito, in passato, la comunità cristiana a Mosul”. Fonti locali
ipotizzano che dietro il gesto vi sia la mano della comunità curda, che vuole cacciare
i cristiani dalla zona e “richiuderli nella piana di Ninive”. “Fra i fedeli c’è
molta paura – spiega al sito Bagdadhope una fonte che chiede l’anonimato – perché hanno agito
indisturbati e senza incontrare alcuna resistenza”. Più ancora della paura,
comincia a serpeggiare un sentimento di “rabbia e delusione verso il governo
locale e il governo nazionale. È l’ennesimo attacco – conclude – e l’ennesima
delusione per i cristiani, che si sentono abbandonati”. (Red)