Roma, 17 feb – La bellezza è questione di sopracciglia: alte
allargano lo sguardo rendendolo giovane e luminoso, abbassate lo invecchiano e intristiscono.
“Negli Stati Uniti le sopracciglia sono ormai diventate uno status symbol e le richieste
per alzarle chirurgicamente sono sempre più numerose – afferma Francesco
Bernardini, chirurgo oculoplastico socio della American Society Oculoplastic
reconstructive surgery –. In Italia sta prendendo piede la consapevolezza
dell’importanza del sopracciglio nell’estetica dello sguardo. Nel mio studio
sono aumentate del 40% negli ultimi cinque anni le pazienti che scelgono di abbinare
a una blefaroplastica un lifting del sopracciglio, eseguendo una ‘blefaropiù’,
ossia un intervento di ringiovanimento agli occhi con un ‘tocco’ in più”. La “blefaropiù”
è una tecnica associabile alla blefaroplastica e viene eseguita senza ulteriori
disagi per il paziente. Di solito è un tipo di intervento che si rende necessario
dopo i 40 anni, ma dipende dallo stato d’invecchiamento della pelle. Alcuni
fattori, come l’esposizione al sole o il fumo possono renderlo necessario anche
prima. “Il 60% di chi ritiene di aver bisogno di un lifting per ringiovanire – aggiunge
Bernardini – con la ‘blefaropiù’ può trovare la soluzione ai propri problemi.
In molti casi una blefaroplastica da sola non è sufficiente per ringiovanire,
ma se abbinata a un lifting endoscopico del sopracciglio permette di ottenere
risultati naturali e senza cicatrici. La tecnica endoscopica è mini invasiva e
consente di riposizionare i tessuti dall’interno. Per immaginare l’effetto, si
può provare a mettersi davanti a un specchio e sollevare delicatamente con le
mani la parte esterna delle sopracciglia”.
(Red)