Dal best seller al cult movie, il passo è molto breve. Complice un mercato cinematografico nel quale forse stanno iniziando a scarseggiare un po’ troppo le idee originali, le sceneggiature tratte da libri di successo stanno diventando sempre di più. Niente di male, sia chiaro. Soprattutto se i volumi di riferimento si prestano particolarmente bene all’adattamento sul grande schermo. L’elenco è lunghissimo e potrebbe partire addirittura da pietre miliari della letteratura italiana e internazionale come il “Decameron” o “Romeo e Giulietta”. Ma se la trasposizione dei grandi libri è fenomeno di vecchia data, è anche vero che la prassi ha subito un’impennata proprio in tempi recenti. Fenomeno di questi giorni è il successo di “Eclipse”, terzo capitolo della saga cinematografica di Twilight. Uscito in Italia la scorsa settimana il film ha incassato più di quattro milioni di euro nel solo primo week end di programmazione. Numeri inusuali per l’estate del grande schermo italiano. Prova provata della bontà delle trasposizioni è anche il grande successo ottenuto prima sugli scaffali delle librerie e poi al botteghino dalla trilogia di Millennium, i corposi volumi nati dalla penna di Stieg Larsson. Ha cominciato “Uomini che odiano le donne”, clamoroso successo nei negozi, parzialmente bissato nei cinema. Stesso destino per il secondo capitolo “La ragazza che giocava con il fuoco” e per il terzo, “La regina dei castelli di carta”. Poi ci sono stati casi in cui il successo nelle sale è stato da record, allo stesso modo delle vendite dei libri. Chiedere a Dan Brown – o meglio, al suo commercialista – autore di due libri culto come “Il codice Da Vinci” e “Angeli e demoni” che si sono rivelati campioni di incassi anche su celluloide. O, in alternativa, a J. K. Rowling e al suo “figlioccio”, Harry Potter. Entrambi in grado di mobilitare le masse su internet, nei negozi e nei cinema. Restando nel fantasy, altro caso clamoroso è quello della trilogia cinematografica tratta dal romanzo di John Ronald Reuel Tolkien “Il Signore degli anelli”. Magistralmente diretti da Peter Jackson, i tre film hanno stabilito un record: con 17 Oscar conquistati sono la saga che ha portato a casa più statuette complessive. Di tutt’altro genere – anche perché il successo al cinema è stato ben più blando di quello planetario ottenuto dai libri – sono le gesta di Becky, la protagonista nata dalla penna di Madeline Wickham, meglio nota con lo pseudonimo di Sophie Kinsella. “I love shopping” è un caso editoriale dal primo libro della serie, datato 2000, ma al cinema non è stato accolto con lo stesso successo. Il motivo è semplice: molte ragazze non sono riuscite a convincere i propri fidanzati ad accompagnarle al cinema…
(Cog)