A Milano gli immigrati sono oltre 208 mila, una quota che equivale quasi al 16% della popolazione residente: una presenza in costante crescita, a fronte di una popolazione italiana in diminuzione. È la fotografia scattata dal Servizio statistica del Comune al 31 luglio 2010. Nei primi 7 mesi dell’anno la popolazione italiana è calata di circa 2.000 unità passando da
1.107.189 a 1.105.310. Contemporaneamente quella straniera, rappresentata da ben 155 Paesi diversi, è cresciuta di quasi 9.000 presenze passando da
199.372 a 208.021. Una cifra che rappresenta ormai quasi il 16% dei residenti (1.313.000) a fronte di una media nazionale che è intorno al 6,5%. Nelle prime dieci nazionalità più rappresentate dominano i filippini (32 mila), seguiti da egiziani (27 mila) e cinesi (18 mila). Rallenta la crescita dei romeni dopo il boom degli scorsi anni (+17% nel 2009 rispetto al 2008) con un +5% nei primi sette mesi dell’anno. Numeri in linea con gli aumenti di peruviani e cinesi. Crescita doppia, invece, per gli ucraini (+10%). “Trent’anni fa – spiega il vice sindaco e a assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato – gli immigrati erano 21 mila, uno su cento: oggi sono 1 su 6. Ma più realisticamente 1 su 5, considerato che a Milano sono stimati 50 mila clandestini”. E la città ha una veste prevalentemente asiatica (74 mila presenze) e africana (46 mila) con gli europei (45 mila) e americani (42 mila) in inferiorità numerica. Un mutamento epocale se si pensa che solo nel 1979 erano gli svizzeri gli stranieri più rappresentati (1.673), seguiti da tedeschi (1.274) e britannici (788). Con una popolazione complessiva che era di 1.677. 000 abitanti, ovvero 300 mila residenti più di oggi. “L’identità futura della città – sottolinea De Corato – è dunque segnata da numeri galoppanti. Il che rende necessario insistere sul rispetto delle leggi italiane e sui valori fondanti dell’Occidente come precondizioni all’integrazione. E sul massimo rigore per chi vive clandestinamente, per chi attua comportamenti che sono una minaccia alla sicurezza pubblica e dello Stato o lesivi della dignità della donna. Il gravissimo episodio accaduto a Torino – sottolinea il vice sindaco – dove una ragazza marocchina è stata sfregiata con l’acido da un connazionale respinto, e un fatto quasi analogo accaduto ieri in piazza Prealpi a Milano, vittima una diciannovenne peruviana ferita al volto dall’ex fidanzato, sono la riprova di come l’accoglienza indistinta per tutti sia una chimera. Chi sceglie le strade della violenza e i canali dell’illegalità – conclude De Corato – non ha diritto all’accoglienza”. (Red – 1 set)