Oggi, alle 18.30, allo Spazio Tadini di Milano, l’inaugurazione della mostra fotografica di Giordano Morganti “Psichiatric Hospital Frankenstein” che fu esposta a Palazzo Te a Mantova e fece molto discutere fino a rischiarne la chiusura, per il suo contenuto e per un titolo evocativo di mostruosità frutto più dell’Uomo che della Natura. Previsto un dibattito e una performance a cura di OpificioTrame e Federicapaola Capecchi con Domenico Piraina, direttore mostre di Palazzo Reale, Sandro Parmiggiani, critico, Giancarlo Ricci, psicanalista e Roberto Mutti, critico fotografico. “Non era stampato che il primo volume e già iniziarono i boicottamenti – racconta Giordano Morganti – pochi giorni dopo l’inaugurazione ci si mise pure l’avvocato a intentare una causa al fine di far chiudere la mostra e di ritirare la pubblicazione del libro, asserendo che non avevo autorizzazione dei degenti: accusa che fui in grado di smentire all’istante. In tutto questo caos mi venne di grande aiuto Vittorio Sgarbi, da poco assessore a Milano, che trasformò, il tutto in uno scandalo. Fu grazie a lui che, a mostra appena chiusa, attraverso il tam tam su internet, il Comune di Mantova fu costretto a riaprire i battenti poiché vi erano fuori più di mille persone desiderose di visitarla”. Si tratta di una mostra che pone spunti di riflessione sulla capacità della società di creare mostri, stereotipi, artifici per demonizzare l’imperfezione dell’essere umano. Un viaggio trasversale che va dai ritratti di malati psichiatrici, alla raffigurazione dettagliata di parti anatomiche per poi sfociare in uno scenario agreste dove gli alberi fanno da protagonisti tra terra e cielo. L’autore aggiunge: “Ho una visione del materiale umano assai poco nobile e PH Frankestein nasce proprio a denuncia di questa nostra società malata e ferita che troppo spesso vive solo di sovrastrutture devastanti trascurando il vero vivere. La maggior parte delle persone e’ affetta da una malattia gravissima: credono di essere nomali (sempre che a questo a vocabolo si possa dare un significato esaustivo) è lì che abita la follia peggiore, quella che diabolicamente annidata e sghignazzante attende di poter dare il meglio di sé, e questa follia risiede quasi sempre in quella persona dall’apparenza innocua ma dal pensiero debole”. (Red)