Con l’arrivo della bella stagione torna l’allarme “furti di biciclette”. Nei mesi più caldi dell’anno viene rubato circa il 20% del parco circolante rispetto al 5% dei mesi invernali (stima Confindustria Ancma – Associazione nazionale ciclo motociclo accessori). Ogni anno in Italia sparisce circa l’8-10% delle bici in circolazione, per un valore che si aggira intorno ai 100 milioni di euro (www.ciclodi.it). A lanciare l’allarme è la stessa Ancma, che ha monitorato il fenomeno e ha stilato, in concomitanza della “Giornata nazionale della bicicletta”, uno speciale vademecum delle regole fondamentali per salvaguardare il proprio mezzo dai malintenzionati. “I furti di biciclette – spiega Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma – sono da sempre molto diffusi in Italia. In estate in particolare, quando aumenta l’uso delle due ruote soprattutto nelle località turistiche, cresce inevitabilmente anche il numero dei furti. Purtroppo è difficile ritrovare la bici una volta rubata, perché non esiste una targa o un numero di telaio che aiuti ad identificarla, per questo è importante seguire delle piccole regole per cercare di limitare questo fenomeno”. Insomma, chi pensava che certe scene le avrebbe viste ormai soltanto in film storici come Ladri di biciclette di Vittorio De Sica dovrà ricredersi. Sono infatti circa 1 milione e 200 mila le bici rubate in media ogni anno nel nostro Paese (fonte Legambiente). Dopo alcuni anni di crisi, grazie anche ai recenti incentivi all’acquisto, promossi dal ministero dell’Ambiente, il numero di cicli venduti nel nostro Paese è tornato ad attestarsi sui 2 milioni di pezzi l’anno. I furti, però, rischiano di dissuadere diversi potenziali acquirenti. Proprio la difficoltà nel ritrovare le due ruote rubate porta spesso le vittime a non sporgere neanche denuncia. Su 100 bici che spariscono solo due in media vengono effettivamente ritrovate. Si stima che i possessori di due ruote subiscano mediamente almeno un furto ogni dieci anni. “Confindustria Ancma – spiega Capelli – è convinta che l’istituzione di un registro delle bici, simile all’immatricolazione delle moto o alla registrazione dei cinquantini, permetterebbe di ridurre sensibilmente i furti. Nelle città in cui servizi analoghi sono già attivi (Parma, Modena e Brescia) la percentuale di sparizioni è scesa fino al 2-2,5% del parco circolante”. (Red)