Roma, 16 ott – La Fondazione Migrantes, l’organismo della Conferenza Episcopale Italiana che si occupa della pastorale migratoria, compie in questi giorni 20 anni di vita. La Migrantes nasce, infatti, nell’ottobre 1987 dalla naturale evoluzione di altri organismi che per circa un secolo hanno testimoniato la materna attiva presenza della Chiesa tra i migranti. Nel 1946 nasceva a Roma il “Comitato nazionale cattolico per l’emigrazione”, trasformatesi l’anno seguente in “Giunta cattolica italiana per l’emigrazione”. Molto attive risultavano a quel tempo anche in campo emigratorio la Pontificia Opera Assistenza (Poa), l’Azione Cattolica, le Acli, l’Onarmo e diversi altri organismi. Nel 1953 fu istituita anche la “Direzione Nazionale delle Opere di Emigrazione” per un’azione più strettamente pastorale, col compito ad esempio di seguire le centinaia di Missioni Cattoliche Italiane tra gli emigrati all’estero e di organizzare annualmente la Giornata Nazionale delle Migrazioni che da qualche anno è diventata Giornata Mondiale. Nel 1965 la Santa Sede trasferì alla Conferenza Episcopale Italiana appena istituita la competenza di quanto riguardava i problemi della Chiesa in Italia, compreso quello migratorio. Nasce così la Commissione Episcopale per l’Emigrazione e “il suo organismo esecutivo”, l’Ufficio Centrale per l’Emigrazione Italiana (Ucei). Nei due decenni successivi in seno alla Cei maturò l’idea di far confluire in un unico organismo la competenza su tutte le forme di mobilità umana che, oltre l’emigrazione italiana verso l’estero, comprendeva anche il mondo dei rom e sinti, dello spettacolo viaggiante e dei marittimi e aeroportuali. Inoltre proprio in quegli anni l’immigrazione “extracomunitaria” dai Paesi in via di sviluppo cominciava a configurarsi in modo sempre più consistente come fenomeno di massa, verso il quale si erano già mobilitate con una fitta rete di servizi tante forze di ispirazione cristiana. Nasce così nel 1987 la Migrantes come Fondazione. La Fondazione Migrantes oggi ha cinque direttori, uno ciascuno per gli accennati settori, un direttore generale, mons. Piergiorgio Saviola e un presidente nella persona di mons. Lino Belotti, presidente anche della Commissione Episcopale della Cei per le Migrazioni. Alla Migrantes nazionale fanno riferimento nelle singole diocesi e regioni ecclesiastiche il Centro Regionale e il Centro Diocesano Migrantes con un proprio direttore. E’ prassi ormai consolidata per i direttori regionali riunirsi in convegno annualmente e per i diocesani ogni due anni. Con essi la Migrantes nazionale si tiene in collegamento anche con la sua stampa periodica, in particolare col bimestrale “Servizio Migranti” e il settimanale d’informazione “Migranti-press”. “La Migrantes ha come sua missione specifica – afferma il direttore generale Saviola – l’evangelizzazione nel mondo dei migranti e in particolare la cura pastorale specifica dei cattolici. Allo scopo essa soprattutto promuove la loro aggregazione in comunità di fede e di culto secondo la diversa lingua, cultura, tradizione e rito dei migranti, con attenzione a promuovere allo stesso tempo la loro piena comunione nella Chiesa locale e in via ordinaria anche la loro progressiva integrazione nelle sue strutture territoriali, evitando comunque il formarsi di chiese parallele. La Migrantes inoltre è impegnata a mettere in evidenza i valori positivi delle migrazioni quale risorsa anche per il paese di accoglienza e ad operare in stretta intesa e collaborazione con le altre forze che attive a vario titolo tra i migranti, nello spirito di una effettiva pastorale d’insieme”. “In pari misura – conclude mons. Saviola – essa si rivolge alle nostre comunità cristiane perché assumano atteggiamenti ed opere di fraterna accoglienza e solidarietà, offrendo anche alla società civile un modello di pacifica convivenza”.
(Ces)