Roma, 4 feb – Si è aperta con la relazione del governo la
riunione del Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli italiani
all’estero dell’1 e 2 febbraio 2008, che ha confermato la volontà di indire la
Conferenza mondiale dei giovani italiani all’estero, congratulandosi con il
Cgie per l’ottimo lavoro fin qui realizzato. Il Comitato ha discusso lungamente
sulla circolare n.13, relativa ai “Corsi di lingua e Cultura italiana all’estero”,
alla presenza del presidente della IV Commissione Scuola e Cultura, Graziano
Tassello, ed il direttore generale per gli Italiani all’Estero e Politiche
Migratorie del Mae, l’ambasciatore Adriano Benedetti, “per trovare una
soluzione ai nodi che si sono determinati alla luce di una sua non omogenea
applicazione da parte dei Consolati”, come affermato dal Segretario Generale
del Cgie, Elio Carrozza. “Il dibattito ha, tra l’altro, affrontato la necessità
di una ridefinizione delle questioni legate agli enti gestori ed al ruolo che i
Comites e gli esponenti del Cgie devono avere nell’ambito di un aperto
confronto con ambasciate e Consolati a livello locale”. Il Comitato di
Presidenza ha, inoltre, fatto il punto, con il contributo del presidente della
VII Commissione Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove, Carlo Erio, sui risultati
delle 22 riunioni dei “giovani del Cgie” nei diversi Paesi, avvenute nel
periodo fine 2007-inizio 2008. Risultati che hanno evidenziato la convergenza e
l’approfondimento dei giovani sui 5 temi affrontati dal documento licenziato
dalla stessa Commissione ed approvato dall’ultima Plenaria del 2007,
nell’ambito di una “lettura” caratterizzata dalle diverse identità
socio-culturali e linguistiche dei Paesi in cui vivono. Questioni che
rappresentano un importante elemento di riflessione per il mondo
dell’associazionismo italiano all’estero e di cui occorre tenere conto nel
dibattito istituzionale. Elementi che saranno al centro della collaborazione,
in termini operativi, fra i Comites ed il Cgie.
Sarà questo uno degli argomenti che il Comitato di
Presidenza porrà al centro della prossima Assemblea Plenaria del Cgie,
anticipata all’inizio del mese di marzo, alla luce dei recenti avvenimenti
politici. In tale contesto il prossimo appuntamento di febbraio con le due
commissioni tematiche, la I (Informazione e Comunicazione), e la III (Diritti
civili e politici) in ordine alle proposte che il Cgie intende avanzare
all’Amministrazione del Mae sulle modalità della campagna di comunicazione
istituzionale nel corso dell’appuntamento elettorale. Il Comitato di presidenza
intende, infatti, assicurare l’impegno dei diversi “media” ed ottenere “garanzie”
circa la “par condicio” dell’informazione elettorale, alla luce dell’esperienza
acquisita nelle precedenti consultazioni. In ordine all’iniziativa elettorale,
il Comitato ha affrontato con il viceministro agli Affari Esteri con delega per
gli Italiani nel Mondo, Franco Danieli, anche la questione del voto dei
“temporaneamente” residenti all’estero, con particolare attenzione ai militari
ed a quanti sono all’estero per scopi istituzionali. L’orientamento emerso dal
Consiglio dei Ministri, su iniziativa del Ministro dell’Interno Giuliano Amato,
sembra essere quello di far votare i temporaneamente residenti all’estero non
più per la Circoscrizione estero ma per un unico collegio italiano. Per tale
motivo è stata avanzata l’esigenza di procedere attraverso un decreto legge per
superare impedimenti legislativi in materia. “Noi vorremmo – ha dichiarato il
Segretario Generale del Cgie – Elio Carozza, che nel quadro di quel decreto
legge si possano inserire alcuni elementi che facilitino il voto all’estero dei
cittadini che voteranno per la Circoscrizione Estero. Si tratta di interventi
tecnici che permettano di facilitare l’esercizio del voto, fatti salvi i
principi della sicurezza e segretezza del voto”. A tal proposito è stato considerato lo stato
di attuazione dell’Aire aggiornata al 31 dicembre 2007. Permangono ancora
discordanze fra l’Aire e l’anagrafe consolare, nonostante il miglioramento fin
qui ottenuto. “I numeri parlano di 420mila posizioni non presenti nelel
anagrafi consolari e 650 mila presenti nelle anagrafi consolari a non recepite
dai Comuni”. “Tuttavia- afferma il Segretario Generale del Cgie – secondo
quanto assicurato, ciò non dovrebbe avere alcuna conseguenza nella ripartizione
dei seggi assegnati al collegio estero”. Per quanto riguarda la
ristrutturazione della rete consolare è stato sospeso ogni intervento a causa
dell’attuale situazione politica. Gli esponenti del Comitato hanno poi preso
visione della ripartizione dei finanziamenti, secondo i criteri già stabiliti,
ai Comites in funzione dei consuntivi. Quanto alla relazione annuale
sull’attività ed il funzionamento del Consiglio Generale, il Comitato di
Presidenza ha preso atto del lavoro fatto tanto dall’Assemblea Plenaria che
dalle Commissioni tematiche e continentali, soprattutto in ordine all’impegno
con i giovani. Oltre 200 ragazzi hanno lavorato per sei mesi sulle questioni di
loro interesse, dando un nuovo impulso e concretezza alla stessa rappresentanza
del CGIE, che in quest’anno ha deliberato all’unanimità su importanti
questioni, come la riforma della Legge 153 sulla promozione della lingua e
cultura italiana all’estero, rimasta per lunghi anni bloccata”, l’impegno verso
gli anziani e l’informazione. “L’impegno del Cgie – ha affermato il Segretario
Generale del Cgie – sarà quello di proseguire quanto avviato nel 2007, creando
un più intenso collegamento fra le comunità e le istituzioni locali e fra
queste e le istituzioni nazionali. Su questa linea si inserisce un più intenso
lavoro all’interno delle Commissioni tematiche e delle Commissioni
continentali, i cui esiti approderanno all’Assemblea Plenaria.
(Sis)