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CGIE: CAROZZA INCONTRA FINI, PARTIRE DA RIFORMA ISTITUZIONALE

it@withub.it by it@withub.it
24 Giugno 2008
in Protagonisti
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Roma, 24 giu – Uno scambio di
vedute al di fuori delle formalità istituzionali ha caratterizzato l’incontro
del Comitato di Presidenza del Cgie con il Presidente della Camera, Gianfranco
Fini, presente il Sottosegretario agli Affari Esteri con delega per gli
Italiani nel Mondo, Alfredo Mantica. Al centro della riflessione da una parte
le preoccupazioni del Comitato di Presidenza del Cgie, a nome delle comunità
all’estero, per un quadro finanziario considerato dal Cgie pesantemente
riduttivo delle risorse da destinare alle comunità italiane nel mondo nella
programmazione triennale (2008/2010), dall’altra il vivo interesse per
l’apertura della “stagione delle riforme istituzionali” per una concreta
partecipazione dei connazionali all’estero alla vita del Paese. Quanto al primo
punto, il Comitato ha potuto rilevare “l’interesse e la sensibilità del
Presidente della Camera nei confronti delle esigenze delle comunità all’estero
a fronte di interventi che – come hanno sottolineato gli esponenti del CGIE –
decurtano importanti finanziamenti in settori decisivi per il futuro della
presenza italiana, soprattutto nei Paesi oltreoceano. Fra questi gli strumenti
finanziari destinati alla promozione della lingua e delle scuole italiane
all’estero. Argomento sul quale piena è stata la condivisione del Presidente
della Camera, come l’attenzione che lo stesso Fini ha espresso nei confronti
della Conferenza dei giovani italiani o di origine italiana all’estero prevista
per il prossimo mese di dicembre ed alla quale lo stesso  Governo annette grande rilevanza. Un impegno
di evidente rilevanza per il mantenimento della rete dei collegamenti con
l’estero”.   Ma l’incontro con il Presidente della Camera –
spiega la nota del Cgie – ha permesso un ampio scambio di vedute anche sul tema
delle riforme istituzionali. Argomento al centro del dibattito dello stesso
Cgie per le implicazioni che esso comporta in vista della riforma del
principale organismo di rappresentanza collegiale dei connazionali all’estero.
“Una riforma della quale il Cgie sta ripensando i termini rispetto al documento
licenziato lo scorso anno dalla stessa Assemblea Plenaria alla luce
dell’esperienza  maturata e delle
difficoltà incontrate dai Parlamentari della Circoscrizione estero in
rappresentanza di un collegio che corrisponde ad una dimensione mondiale” come
sottolineato dal Segretario Generale Elio Carozza che ha evidenziato come il
Consiglio sia oggi entrato in una fase matura della propria esistenza grazie
anche allo stretto rapporto venutosi a determinare con i Comites e la rete
dell’Associazionismo italiano all’estero, oltre che con i parlamentari all’estero,
divenendo punto di riferimento del “sistema” italiani nel mondo”.“Naturalmente –
ha aggiunto Carozza – tutto dipenderà dalle decisioni che verranno assunte in
sede parlamentare ed i tempi che richiederà l’operazione di modifica
costituzionale, alla luce della bozza Violante”.  “In questo quadro – ha aggiunto il Segretario
Generale del Cgie –  le due
rappresentanze – Camera e Senato –  potrebbero assumere un ruolo diverso nel
contesto di una politica che consideri gli italiani all’estero parte intrinseca
del “sistema” Paese e, dunque, di tutte le sue componenti, dal livello
nazionale a quello degli enti Regione fino al livello locale dei Comuni”.  “La nascita del  Senato Federale, il Senato delle Regioni – ha
proseguito Carozza – potrebbe rappresentare il luogo della  rappresentanza “forte” degli italiani
all’estero, mentre la rappresentanza alla Camera  permetterebbe il collegamento delle politiche
nazionali con quelle per gli italiani all’estero“.  In sostanza, “gli italiani all’estero
rappresenterebbero la “ventunesima” Regione italiana all’estero eletta dal Consiglio
degli italiani all’estero, che assumerebbe la stessa funzione dei Consigli
regionali, a livello nazionale. Il che, naturalmente, impone – ha fatto
presente il Segretario Generale da parte del Cgie – la necessità di considerare
una riforma diversa da quella espressa fino ad oggi dal Consiglio per prendere
in seria considerazione l’ipotesi dell’elezione diretta dei suoi membri da parte
delle comunità all’estero”. “Per questo – ha concluso Carozza – ritengo sia
opportuno procedere di pari passo nella riforma del Cgie rispetto alle riforme
costituzionali annunciate. E se occorrerà, 
il Cgie dovrà attendere che il cammino della riforma costituzionale sia
più chiaramente definito, prima di varare la propria riforma”. “Attendiamo,
pertanto, con grande attenzione – ha fatto presente il Segretario Generale del
CGIE al Presidente della Camera Gianfranco Fini – i passi in avanti di questa
riforma che acquista anche per gli italiani all’estero il senso del futuro
collegamento con il Paese e le sue istituzioni”.

(Sis)

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