Modena, 21 lug – Ai Giochi di Pechino vince la cucina italiana, ma per una volta la gastronomia non c’entra. Il gruppo Angelo Po, leader in attrezzature e allestimenti per la ristorazione professionale (fatturato 2007 : 105 milioni, +14%; ebitda: 11 milioni), si è aggiudicato la fornitura degli impianti di preparazione pasti del villaggio olimpico: una commessa del valore di 1 milione di euro. L’incarico arriva dopo quelli analoghi di Sydney 2000 e Atene 2004, e rappresenta il naturale riconoscimento della capacità dell’azienda modenese di cimentarsi in eventi internazionali di grande portata. L’area del villaggio olimpico riservata alla ristorazione, tra spazi destinati alla cottura, settori di stoccaggio e zone di refezione, è estesa quanto tre campi da calcio. Le cucine Angelo Po resteranno in funzione 24 ore su 24 per quasi tutto il mese di agosto, per assicurare gli 80.000 coperti al giorno necessari per i 16.800 ospiti attesi, tra atleti, membri delle delegazioni e addetti vari; e poi nuovamente dal 6 al 17 settembre per le Paraolimpiadi, che richiameranno a Pechino altre 7000 persone. L’azienda modenese porta in Cina i suoi sistemi di cottura a induzione e l’innovativo forno misto Combistar, frutto di un investimento in ricerca e sviluppo pari a 4 milioni di euro. “Si tratta di apparecchi ineguagliabili per risparmio energetico, prestazioni e flessibilità – spiega l’amministratore delegato Livio Gialdini – destinati a cambiare completamente nel giro di pochi anni il mercato del foodservice professional”. Secondo le previsioni, soltanto questi due innovativi sistemi porteranno entro il 2011 un fatturato annuo pari a 30 milioni di euro. “La diffusione del sistema ‘induzione+ forno misto’ procede a ritmi serrati – aggiunge Gialdini – con un aumento medio annuo di vendita del 20%”. In Italia è già stato adottato tra gli altri dal centro di produzione pasti di Cattolica, guidato dal celebre chef e food designer Roberto Carcangiu, che serve 200 alberghi della costa romagnola; dalle scuole di cucina IFSE di Torino, Casa Artusi di Forlì, Gambero Rosso a Roma e a Napoli, che hanno acquistato impianti Angelo Po per un ammontare complessivo di 4,5 milioni di euro; dal ristorante sorrentino Don Alfonso, famoso nel mondo. Per quanto riguarda l’estero, nel 2008 gli innovativi sistemi sono stati collocati nelle Hilton Towers di Mumbai (India); nei lussuosi resort Moevenpick di Gaza e Martin Berasategui di Bilbao; nella sede del campione d’Europa di club Manchester United. “Oltre il 50% della nostra produzione va fuori Italia – ricorda Livio Gialdini. – Nel 2007 i ricavi dell’export hanno superato i 53 milioni, in aumento del 14,2% rispetto al 2006. Ci attendiamo una crescita simile anche per il 2008, con oltre 60 milioni di fatturato”. Alla presidenza del gruppo, composto da Angelo Po , Sagi, Enofrigo e Rational Production, siede il nipote del fondatore, Amerigo Po. Con la propria presenza nella prestigiosa vetrina delle Olimpiadi di Pechino, il management punta a rafforzare l’azione espansiva in corso in Cina: un mercato da 150 milioni di euro in cui