Montesilvano, 20 ott – “Capitate in un momento delicato, vi confesso che siamo stati indecisi fino all’ultimo se fare o meno il Cram in questa situazione e abbiamo deciso di farlo, però in Abruzzo, per ribadire che l’Abruzzo non è quello apparso sui giornali: le responsabilità dei singoli non possono essere addebitate all’intera classe politica. Il nostro Abruzzo era, è e sarà sempre terra di persone oneste, forti e gentili, rispettato all’estero grazie a voi”. Sono le parole, ascoltate in religioso silenzio, che Giuseppe Tagliente ha rivolto ai colleghi consiglieri Cram riuniti nel week-end al Grand Hotel Montesilvano. L’ex Presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo e attuale rappresentante all’Emiciclo e al Cram dell’attuale minoranza ha esortato i rappresentanti delle comunità abruzzesi nel mondo a “impegnare la politica abruzzese intera al rispetto delle vostre richieste, finanche attraverso la revisione delle norme che regolamentano il Cram”, che con l’attuale norma è una consulta. Tagliente ha, quindi, invitato i delegati a inviare a tutte le coalizioni che si apprestano “spunti per i programma elettorali in redazione”. Tagliente ha, infine ringraziato Donato Di Matteo, “per la passione profusa in questi anni a favore dell’emigrazione, passione comune. Mai avuto motivo di discussione, se non per piccoli dettagli, ci siamo sempre ritrovati. Aldilà dei risultati”. Ospiti del Cram sono stati gli onorevoli Marisa Bafile e Giuseppe Angeli, italo-venezuelana la prima, italo-argentino il secondo. Quest’ultimo ha detto ai suoi corregionali che la “regione deve essere orgogliosa di noi abruzzesi nel mondo, sempre a disposizione dell’ente, per qualsiasi iniziativa si faccia all’estero”, lamentando che “ci sono fondi per gli italiani all’estero che non si utilizzano perché i consolati non informano e le associazioni vengono private di diritti e opportunità fondamentali”. La Bafile, che, pur non essendo stata rieletta continua la sua attività politica a Roma, occupandosi del Sudamerica per il suo Pd, ha detto che la sua “vita per l’emigrazione prosegue. In Italia mi rendo conto che all’estero abbiamo tanto da dare, più di quello che l’Italia capisce. Sono grata al Cram perché l’Abruzzo sia diventata una delle regioni più attive, occupandosi dei problemi seri, ascoltare i giovani. Tutti ne parlano, ma chi veramente si preoccupano di ascoltarli, dargli un ruolo, sono pochi e il Cram questo lavoro l’ha fatto, grazie a Di Matteo”. Deputato ma anche consigliere Cram, l’onorevole Antonio Razzi che ha ricordato il lavoro di squadra con i colleghi come Angeli e a Bafile “che ha prodotto molto nella pur breve scorsa legislatura. Ora speriamo bene, ma già l’esordio dei tagli ai Consolati e agli Italiani nel mondo la dicono tutta”. Razzi ha ricordato che, a differenza della precedente, nell’attuale i parlamentari eletti all’estero non sono determinanti numericamente. Anzi, il Governo Prodi vinse grazie proprio al primo voto degli italiani all’estero. E proprio su questo punto Razzi ha ricordato che “noi siamo gli unici in Parlamento votati dai cittadini; quelli in Italia, invece, sono raccomandati dalle segreterie dei partiti. “Passando alle proposte, il deputato presidente degli abruzzesi della Svizzera ha aggiunto che sta lavorando ad alcune proposte di legge come quella di “togliere l’usucapione o elevarlo a 30 anni”, perché, “quelli di cui non ci si può fidare in Italia sono soprattutto i parenti che rimangono a casa”. Anche la legge 53 per la riforma della scuola italiana all’estero per Razzi deve prevedere “insegnanti italiani che vivono all’estero e non quelli che vengono inviati dal Governo. Lo Stato risparmia e per gli alunni è meglio. Le scuole, poi, devono essere pubbliche e non privatizzate, perché all’estero può succedere che ci creino forme di gestione mafiosa”.
(Sis)