Roma, 28 ott – “Gli impegni sottoscritti devono essere mantenuti e posso assicurare che lo saranno entro la fine della legislatura che ricordo si conclude nel 2013. Tuttavia è importante far capire agli italiani, in Italia e all’estero, che stiamo vivendo la maggior crisi finanziaria dal 1929, una crisi globale che porta con sé lo spettro della recessione globale e che potrebbe presto investire l’economia reale con pesanti ricadute sulla vita quotidiana di ogni cittadino”. Lo scrive Guglielmo Picchi, deputato del Popolo della Libertà eletto in Gran Bretagna, sulle pagine del proprio blog. “ Di fronte a questo scenario – spiega Picchi – il nostro paese che ha il terzo debito pubblico più grande al mondo, senza essere tuttavia la terza economia del mondo, ha la necessità di fare un grandissimo sforzo per limitare i danni della recessione e avere solide basi per lo sviluppo futuro. Così il ministro Tremonti ha anticipato la manovra finanziaria a giugno e ha innovato stabilizzando i conti per i prossimi tre anni, mettendo al sicuro i conti dello stato e obbligando le pubbliche amministrazioni a razionalizzarsi, responsabilizzarsi e essere più efficienti”. Per quanto riguarda il sistema paese all’estero, inoltre, esso “non è immune da sprechi, cattiva allocazione di risorse, nonostante gli ingenti investimenti effettuati”. Picchi ricorda che “per la prima volta un disegno di legge è dedicato alla internazionalizzazione delle imprese e all’imprenditoria italiana all’estero, razionalizzando gli enti italiani all’estero e si riprende la via dello sportello unico commerciale, buttato via in fretta da Prodi. Questo è fare sistema paese: fornire agli italiani che vogliono investire all’estero un supporto snello ma efficace, che coinvolga l’Ice, le camere di commercio, gli uffici commerciali delle ambasciate, la Sace e la Simest. Per quanto riguarda l’Ici, il governo ha preso l’impegno in parlamento di estenderne l’esenzione ai pochi italiani all’estero che ne sono ancora esclusi; già oggi infatti il 75 per cento degli italiani all’estero che possiede una casa in Italia, non locata, non paga una lira di Ici. Per quanto riguarda i corsi di lingua e cultura e gli Istituti di Cultura, il ministro Frattini ha presentato di concerto con il ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi un progetto di legge organico di riforma del sistema, per eliminare sprechi ed abusi e rendere più efficace gli investimenti. Per ciò che riguarda la rete consolare il governo ha operato bene sopprimendo là dove non necessarie le figure di consoli e viceconsoli, ma lasciando inalterati i servizi per i cittadini. Inoltre per quanto riguarda il “consolato digitale” gli archivi saranno dematerializzati e le anagrafi allineate in tempo reale, in modo da eliminare moltissime delle inefficienze riscontrate fino ad oggi anche in occasione delle elezioni politiche”. Picchi continua l’elenco delle cose fatte dal governo sottolineando che “per ciò che riguarda le scuole italiane all’estero, ha mantenuto gli assegni presi e sta lavorando per un nuovo modello di finanziamento di queste scuole, con maggiore coinvolgimento delle istituzioni locali e nazionali degli stati ospitanti. Ad oggi è stata salvata la scuola Italiana di Colonia e la scuola di Wolfsburg è stata potenziata e è stato confermata la finanziabilità della scuola a Londra una volta iniziate le attività didattiche. Certo ci sono tagli e sono ingenti. Però la necessità di razionalizzare eliminerà moltissimi sprechi, dalla formazione professionale, a certi corsi di lingua, ai costi esorbitanti del Consiglio Generale degli Italiani all’estero, alle provvidenze per l’editoria e all’assistenza sociale”. In conclusione “l’opposizione dovrebbe essere più costruttiva e collaborare al salvataggio del paese con un senso di responsabilità che non sta dimostrando. La propaganda fatta dagli eletti dell’opposizione è sterile ed inutile, mistifica gli interventi fatti in favore degli italiani all’estero nei primi sei mesi di governo”.
(Sis)