Trento, 26 nov – La Croce Nera d’Austria è tornata in questi giorni in Trentino per rendere un altro, alto riconoscimento alla sensibilità e all’attenzione storiografica e umana con la quale la comunità trentina sta riappropriandosi di una pagina di storia, quella scritta dalle dolorose vicende della prima guerra mondiale combattuta sulle montagne di questa terra. Lo ha fatto oggi, nella sala stampa del palazzo sede della Provincia autonoma di Trento, consegnando a Giuseppe Ferrandi, direttore del Museo Storico in Trento, ed al sindaco di Peio, Angelo Dalpez, la Croce Nera, la massima onorificenza che l’associazione concede alle personalità straniere. Una cerimonia alla quale sono intervenuti il neo assessore alla cultura ed ai rapporti europei, Franco Panizza, ed il dirigente generale del Dipartimento Affari e relazioni istituzionali Gianfranco Postal, che si è svolta negli stessi locali dove novant’anni fa, il 3 novembre 1918, circa trecento alti ufficiali austroungarici si arresero, deponendo fisicamente le armi, ai colonnelli Arditi e Faracovi dell’esercito italiano. L’assegnazione dell’alto riconoscimento a Giuseppe Ferrandi – ha spiegato Panizza – deriva dall’impegno profuso dal Museo Storico nel recupero della memoria storica del Trentino, in particolare del periodo della prima guerra mondiale, un impegno che ha visto nelle manifestazioni recentemente ospitate nelle Gallerie di Piedicastello l’espressione più ampia e visibile della volontà di “ricucire” la tela della memoria, superando tabù e contrapposizioni ideologiche. Un recupero nel quale la collaborazione con il mondo austriaco rappresenta un passaggio fondamentale, la stessa collaborazione e ritrovata amicizia che ha consentito, ad esempio, di dare finalmente, a distanza di tanti anni, una degna sepoltura, ogni anno onorata nel cimitero San Rocco di Peio, ai resti dei soldati austriaci trovati nel 2004 sui ghiacci del Piz Giumela. Un episodio al quale va ascritta la decisione della Croce Nera d’Austria di consegnare la stessa onorificenza anche al sindaco di Peio, Angelo Dalpez. I due riconoscimenti sono stati consegnati a Ferrandi e Dalpez da Helmut Ehrenstrasser, curatore della Croce Nera del Tirolo, anche in rappresentanza del Segretariato generale di Vienna della Croce Nera. Premiata, per l’infaticabile opera di collegamento tra Trentino e Tirolo, anche Annemarie Wieser. Panizza ha ricordato il contesto nel quale i riconoscimenti a Ferrandi e Dalpez vanno collocati: il forte impegno delle istituzioni trentine a rafforzare una collaborazione con oltre Brennero e che, proprio a seguito del ritrovamento dei tre Kaiserjäger austriaci sul Piz Giumela, ha portato ad un accordo sul ritrovamento e sepoltura di eventuali altri corpi di soldati (prevedibili a causa del ritiro dei ghiacciai) caduti sul fronte della Guerra Bianca. “Considero il riconoscimento un premio all’istituzione che dirigo – ha affermato Ferrandi – ed al lavoro svolto dal Museo Storico in questi anni per mettere a fuoco la nostra storia, superando le divisioni e le contrapposizioni”. Anche il sindaco di Peio, Dalpez, ha espresso il ringraziamento alla Croce Nera d’Austria per un riconoscimento che – ha detto – “estendo a tutta la mia comunità, assicurando che il Comune di Peio continuerà ad onorare quei caduti un tempo nemici ed oggi sepolti nel cimitero di guerra di San Rocco accanto ai soldati italiani”.
(Sis)