Roma, 12 mag – E’ appena trascorso il primo anno del ministro Frattini alla guida del Mae. Tanti ti temi che rientrano nel bilancio di questo primo periodo, come evidenziato nel dossier pubblicato sul sito internet della Farnesina. A cominciare dalla presidenza italiana del G8 che tra le sue responsabilità ha il compito di ospitare e organizzare, oltre al Summit annuale, anche gli incontri preparatori ai tre giorni del Vertice, seguendo quelle che sono le priorità stabilite: ovvero una governance mondiale, la lotta al terrorismo, la tutela dell’ambiente, il sostegno all’Africa e ai Paesi in via di sviluppo. Senza dimenticare la difesa dei diritti umani di cui l’Italia è promotrice. Dalla moratoria sulla pena di morte alla difesa dei diritti delle donne afghane e dei diritti dei cristiani in India e in Iraq alla netta presa di posizione in materia di razzismo e xenofobia, che ha motivato la decisione di non partecipare alla Conferenza di Ginevra (Durban II). Per quanto riguarda il contributo per la pace in Medio Oriente, la posizione dell’Italia di principale alleato d’Israele in Europa e paese amico del mondo arabo ha permesso al nostro Paese di diventare una voce importante e ascoltata nella regione e nella comunità internazionale. Il ministro Frattini ha più volte ribadito che il messaggio di cui l’Italia si fa portatrice, insieme con l’Unione Europea e in collaborazione con gli Stati Uniti, è il rispetto delle regole fissate dal Quartetto (Usa-Ue-Onu-Russia), la creazione di due Stati per due popoli e il raggiungimento della pace in tempi brevi.
Analizzando la situazione Afghanistan/Pakistan il Belpaese ha rafforzato il suo impegno militare e civile e proposto una strada diplomatica di approccio regionale che è stata fatta propria dalla nuova amministrazione statunitense e dalla comunità internazionale. Frattini ha chiarito spesso che non era possibile stabilizzare l’Afghanistan senza occuparsi anche del Pakistan e senza il tentativo di coinvolgere l’Iran. A Trieste il 26-27 giugno, si svolgerà, per iniziativa dell’Italia, un vertice dei ministri degli Esteri di Cina, India, Brasile, Messico, Pakistan, Afghanistan, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Turchia. L’obiettivo è affrontare insieme il tema complesso della stabilizzazione dell’Asia centrale, cominciando, ovviamente, dall’Afghanistan. E’ stata inoltre presentata, al vertice Ue-Usa di Praga, una road map in 8 punti per accelerare l’integrazione euro-atlantica dei Balcani. Per riannodare il filo del dialogo, in particolare durante e dopo la crisi georgiana, l’Italia ha inoltre contributo a una più corretta percezione interna ed esterna all’Alleanza della prospettiva di dialogo e cooperazione Nato-Ucraina e Georgia tenendo, nel contempo, aperti i canali di dialogo con Mosca ed evitando che si tornasse alle vecchie contrapposizioni e a un clima di guerra fredda. Il Belpaese ha poi presentato ai 192 membri delle Nazioni Unite una proposta di riforma del Consiglio di Sicurezza. Tra i temi centrali un Consiglio “più rappresentativo e più efficace”, che sia “traghettato nel XXI secolo”, che riconosca “il ruolo cruciale di stabilizzazione che, accanto agli Stati, svolgono le forze regionali”, e nel cui seno l’Europa, “il cui processo di integrazione in politica estera e di sicurezza è ormai avanzato, possa parlare con una voce unitaria”.
Passiamo ora all’Africa, Paese che l’Italia considera attore importante per la soluzione dei problemi globali e regionali e vede come potenziale produttore di stabilità in considerazione di vari promettenti indicatori: il consolidamento istituzionale in atto in alcuni Paesi; la crescita economica degli ultimi anni; il processo d’integrazione regionale fondato sul principio di ownership; la definizione di una strategia per lo sviluppo economico del Continente e il partenariato con il mondo sviluppato. E veniamo a uno dei temi più “scottanti” degli ultimi tempi: l’immigrazione. Frattini ha presentato al Consiglio Affari Generali e Relazioni Esterne un piano in sette punti per contrastare quella illegale. Il ministro ha sollecitato “un efficace quadro comune europeo di riferimento per affrontare l’immigrazione nel Mediterraneo, il cui onere non può essere sopportato esclusivamente dai Paesi in prima linea”. Il piano, secondo le indicazioni dell’Italia, dovrebbe essere formulato dalla Commissione prima della scadenza del suo mandato. Fra gli obiettivi di “governante” raggiunti dalla Farnesina per concorre a realizzare un “sistema Paese” e la crescita all’estero si annoverano: una cabina di regia per l’Italia internazionale, il comitato strategico per lo sviluppo e la tutela all’estero degli interessi nazionali in economia, l’intesa governo-regioni in materia di rapporti internazionali. Per quanto riguarda poi la gestione delle crisi, per la prima volta l’Italia ha messo a disposizione tre voli di stato per recuperare i turisti italiani bloccati in Thailandia.