Zurigo, 11 set – Alla vigilia della ripresa dei lavori del Parlamento italiano, l’onorevole Gianni Farina (Pd) ha depositato un’interrogazione parlamentare che chiede di “fare luce” sulla vicenda che ha coinvolto un centinaio di pensionati emigrati in Svizzera e in Europa che da qualche mese si sono visti decurtare l’assegno mensile a causa di un ammanco nei Fondi Casse Pensioni. La vicenda vede coinvolti a Zurigo un operatore di un patronato e numerosi pensionati italiani, e chiama in causa istituzioni italiane (Consolato e Ministero Affari Esteri), Enti previdenziali e istituti bancari elvetici. “La Procura di Zurigo – si legge nel testo dell’interrogazione a firma Gianni Farina – ha aperto questa estate una azione giudiziaria a carico del Signor Antonio Giacchetta, già responsabile del Patronato Inca dell’Ufficio di Zurigo, (una delle organizzazioni di tutela e assistenza ai nostri connazionali in Svizzera, in Europa e nel mondo) per verificare la veridicità di sue gravi responsabilità per essersi appropriato indebitamente degli averi di Casa Pensione (in Italia equivale al “Trattamento di Fine Rapporto”) di numerosi cittadini italiani residenti nella Confederazione Elvetica, i quali gli avevano affidato – consapevolmente o non – e attraverso procedure alquanto singolari, le loro pratiche pensionistiche”. Il deputato del Pd sottolinea poi che il caso riguarderebbe “un centinaio di persone per un totale circa di 20 milioni di franchi svizzeri (circa 13 milioni di euro)” e che si è reso noto “quando alcuni titolari della rendita di cassa pensione non si sono visti più accreditare sul loro conto corrente bancario l’abituale importo mensile e hanno deciso di denunciare pubblicamente l’accaduto”. Nell’interrogazione Farina chiede: “se sono state rilevate irregolarità nel corso degli ultimi 6-7 anni presso l’Ufficio del Consolato Generale d’Italia in Zurigo, autorizzato a rilasciare atti ufficiali, con timbro del Consolato Generale d’Italia in Zurigo e firma del funzionario preposto, nonché l’autenticità della firma consensuale del legittimo beneficiario, da esibire agli Enti gestori dei Fondi di Cassa pensione ai fini della restituzione del Capitale appartenente al titolare del premio di Previdenza sociale”; “se, in considerazione dei fatti sopra esposti, sia stata avviata un’indagine ispettiva presso il Consolato Generale d’Italia in Zurigo”; “se, in presenza di accadimenti di una tale gravità, le Istituzioni italiane non debbano intraprendere le necessarie iniziative per verificare eventuali responsabilità delle stesse Casse pensioni nel non aver proceduto ai necessari controlli di fattibilità e regolarità di ogni singola operazione che, da quanto emerge, ha messo a repentaglio i fondi pensione accumulati dai nostri connazionali”; “Se, il Ministero, in accordo con le istituzioni consolari, non possa prevedere un intervento nel tempo (un fondo straordinario), e sino alla definizione delle responsabilità in sede giudiziaria, a favore dei nostri connazionali colpiti a cui viene a mancare un pilastro fondamentale per la loro esistenza”.