Roma, 18 feb – Il Pd estero riparte da Eugenio Marino, la cui nomina a responsabile dell’Ufficio Italiani nel mondo segna un ulteriore passaggio in una carriera politica dedicata da tempo all’emigrazione. “Ma non mi piace parlare di carriera in politica: per me la politica è passione personale e servizio nei confronti della comunità e del partito – spiega Marino a Nove Colonne – Diciamo, quindi, che questa nomina segna un passaggio nella mia vita politica e in quella della Circoscrizione estero del partito. Sono contento, ma sento tutto il peso della responsabilità che porto addosso e delle aspettative che questa nomina ha suscitato in molti”. Ora il Partito democratico conta di dare nuovo slancio al settore degli italiani nel mondo che “da un punto di vista meramente tecnico quanto una media regione italiana. Ma da un punto di vista sociale, culturale, politico ed economico molto di più, proprio per il potenziale che essi possono esprimere in termini di internazionalizzazione del Partito, del Parlamento e del Paese”. Secondo il nuovo responsabile, “sicuramente dobbiamo continuare a lavorare sul piano dell’affermazione e dell’emancipazione delle nostre comunità attraverso i vari livelli di rappresentanza. Dobbiamo difendere e sostenere gli strati sociali più deboli e più colpiti dalla crisi globale. Il tutto trovando le forme per coinvolgere alla vita politica e istituzionale anche le nuove generazioni nate e cresciute all’estero e i giovani che partono oggi dall’Italia, in larga parte molto diversi per formazione ed esigenze da quelli che partivano un tempo. Tutti questi nuovi italiani propongono istanze diverse alla politica e rappresentano una risorsa di qualità per il Paese. Si tratta quindi di ripensare una nuova politica, da sinistra, verso gli italiani nel mondo: un nuovo progetto politico-culturale chiaro e visibile e alternativo a quello confuso e destabilizzante dell’attuale Destra di Governo”. Tra tagli alle strutture consolari e riforme annunciate di Comites e Cgie, il futuro delle politiche italiane per l’emigrazione per Marino non appare limpido. “Con queste premesse registro un calo pericoloso ed enorme di fiducia delle nostre comunità verso l’Italia e le sue istituzioni. Si sentono abbandonate, non considerate e addirittura attaccate, oltre che impotenti. Questi sentimenti le portano ad accumulare sfiducia anche nei confronti della propria rappresentanza parlamentare: un atteggiamento molto pericoloso. Come PD – spiega – dobbiamo lavorare per invertire questa tendenza alla sfiducia collettiva, opponendoci a riforme come quelle proposte dalla maggioranza che tendono a sminuire l’autorevolezza e l’indipendenza degli organismi di rappresentanza e che vanno sempre e solo nella direzione di tagli alle risorse: gli italiani all’estero non vanno visti come un costo, ma come una risorsa e un investimento per tutto il Paese. E le riforme da fare devono andare in questa direzione”.
(Sis)