Roma, 18 nov – Appena hanno srotolato lo striscione con scritto “Siamo una risorsa, il governo ci liquida”, le prime gocce di pioggia hanno iniziato a cadere minacciose. Ma i consiglieri del Cgie, che sin da ieri avevano annunciato la terza tappa, dopo Francoforte e Vancouver, della protesta contro il governo per i tagli al settore degli italiani nel mondo, non si sono dati per vinti e alla fine hanno sconfitto anche la classica ‘nuvoletta fantozziana’ che rischiava di accanirsi contro i perseguitati. Perché loro è proprio così che si sentono, perseguitati, e lo hanno lasciando intendere chiaramente attraverso slogan, cori e fischietti che hanno incuriosito passanti e turisti lungo il tragitto che dal museo dell’emigrazione di piazza Venezia li ha portati fin sotto il palazzo di Montecitorio. “Manifestiamo contro i tagli alla lingua italiana, perché i servizi consolari sono inesistenti, per l’Italia, perché i tagli all’assistenza sono un insulto a uno Stato di diritto” ha detto Silvana Mangione,vicesegretario generale per i Paesi Anglofoni. E infatti i cartelli sventolati dai partecipanti usavano tutti lo stesso leit motiv: ‘no ai tagli all’assistenza’, ‘no ai tagli alla cultura e alla lingua italiana’, ‘no alle chiusure dei consolati’. Tra un ‘Fratelli d’Italia’ e un ‘fermate Mantica’, spunte anche una voce dal coro: ‘Aridatece Tremaglia’. E l’ex ministro degli italiani all’estero, pur provato dai suoi 84 anni compiuti ieri, è lì a sfidare le intemperie, per sussurrare alla capogruppo del Pd Anna Finocchiaro che “dobbiamo rifare il ministero”. “Abbiamo fatto il ministero, abbiamo cambiato per due volte