Grazie all’intervento della Cooperazione Italiana e ai restauri condotti dall’Università di Pisa, tornano a splendere le meraviglie archeologiche di Medinet Madi. All’inaugurazione del Visitor Center e del parco archeo-naturalistico di Medinet Madi erano presenti il ministro delle Antichitá, Zahi Hawass, e il nuovo Governatore di Fayoum. L’Ambasciata d’Italia al Cairo era rappresentata dal direttore dell’Ufficio di Cooperazione allo Sviluppo, Ginevra Letizia e dalla prof. Rosanna Pirelli, direttrice del Centro Archeologico italiano.
Il Progetto, “Institutional Support to Supreme Council of Antiquities for Environmental Monitoring and Management of the Cultural Heritage Sites”, interamente finanziato dalla Cooperazione italiana per un ammontare complessivo di circa 3.4 milioni di euro, nell’ambito del Programma italo-egiziano di cooperazione ambientale, è stato realizzato attraverso la collaborazione tecnico-scientifica tra l’Università di Pisa e il Ministero egiziano delle Antichità. L’iniziativa propone nel Governatorato del Fayoum, storica Oasi a circa 150 Km dal Cairo, una visione di sviluppo integrato, che prevede non solo attività di recupero del sito archeologico di Medinet Madi, ma anche di rilancio del turismo e dello sviluppo socio-economico dell’area. Nell’oasi del Fayoum, infatti, l’intervento della Cooperazione Italiana ha realizzato un vero e proprio percorso culturale e naturalistico che, snodandosi nel deserto per 28 chilometri, unisce i siti di maggiore interesse e permette al visitatore, nel tragitto da Wady El Rayan a Medinet Madi, di ammirare panorami spettacolari, alture desertiche, dune di sabbia e specchi d’acqua nei quali vivono più di 160 specie di uccelli. Una sosta al museo a cielo aperto di Wady El Hitan (Valle delle Balene) consentirà di osservare fossili di balena preistorica, in una suggestiva cornice color ocra; passando attraverso l’area protetta di Wady El Rayan, di cui Medinet Madi è venuta a far parte, si potrà godere dello spettacolo delle cascate, dei laghi superiore e inferiore, e delle distese di fossili marini risalenti all’epoca in cui l’intera area era sommersa dalle acque. (9colonne)