L’Istat rende noto che a giugno l’indice del clima di fiducia dei consumatori cala a 105,8 da 106,5 di maggio. La flessione è dovuta al peggioramento delle opinioni relative al quadro personale e a quello corrente con i relativi indicatori che scendono, rispettivamente, da 121,5 a 120,1 e da 117,3 a 116,0. Salgono, per contro, gli indici relativi al quadro economico (da 77,8 a 78,5) e al clima futuro (da 93,1 a 93,7). Migliorano, in particolare, le previsioni sulla situazione economica del paese e le aspettative sull’evoluzione del mercato del lavoro, oltre ai giudizi sul bilancio finanziario della famiglia e alle attese a breve termine sulla situazione familiare. Diventano, invece, più negative le valutazioni presenti e future sul risparmio e i giudizi sulla convenienza all’acquisto di beni durevoli. Le intenzioni di acquisto di beni durevoli segnano un netto recupero. I giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo rimangono sostanzialmente stabili mentre le previsioni sull’evoluzione futura dell’inflazione registrano un calo rispetto al mese precedente. La fiducia peggiora, anche se con diversa intensità, in tutte le ripartizioni del Centro-nord, mentre migliora nel Mezzogiorno. Le valutazioni dei consumatori riguardo alla situazione economica corrente del paese segnano una stabilizzazione sui livelli di maggio (il saldo rimane invariato a -95); le risposte riguardanti l’evoluzione nei prossimi 12 mesi segnano, per contro, un miglioramento (il saldo sale da -47 a -43). Si ridimensionano le previsioni di incremento della disoccupazione, con un saldo delle risposte che scende da 80 a 77. Per quanto riguarda i prezzi, il saldo relativo all’andamento degli ultimi 12 mesi si mantiene sostanzialmente invariato (41 rispetto a 40 in maggio), mentre quello relativo alle previsioni per i prossimi 12 mesi cala da 7 a 3. A giugno i consumatori esprimono valutazioni discordanti circa la situazione economica della propria famiglia: il saldo dei giudizi scende lievemente (da -43 a -44), ma quello relativo alle attese registra un recupero (da -19 a -16); migliora anche il saldo dei giudizi sul bilancio finanziario della famiglia (da -2 a 1). (23 giu -red)