Dopo il successo a Palazzo Reale di Milano nel 2009 e al Castello di Ussel ad Aosta nel 2010, Giorgio Forattini torna nella sua città natale, Roma, dopo la sua ultima grande mostra nel 1988, con “Viva l’Itaglia”: un tributo spettacolare, allegro, visionario e irriverente che il maestro della satira dedica ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, fino al 18 settembre, con una intera sala dedicata al Risorgimento, la mostra ripercorre l’intera carriera dell’artista, dagli anni ‘70 ad oggi per un racconto storico-politico dell’Italia e dei principali fatti internazionali. Un video, all’inizio del percorso, racconta la storia di Forattini e propone filmati biografici. Oltre agli originali delle sue vignette più famose, il percorso accompagna il visitatore in un dedalo visionario nel quale i disegni satirici sono presentati attraverso stampe digitali, gigantografie, sagome ritagliate, sculture, video, dipinti e installazioni in legno, forex, metallo, carta, cartoncino, stoffa, plastica, tela, vetro, ceramica, resina, gesso. Quindi, non solo una mostra, ma un “teatro vivente”. Ci sono i politici allo specchio e le pietas, le immagini più poetiche dei personaggi già scomparsi.
Ad esempio la bellissima immagine del guscio della tartaruga di La Malfa, di Berlinguer di spalle, con il volto rivolto verso il mare, i lunghi capelli mossi dal vento a mo’ di bandiera con falce e martello e la stella in volo verso il cielo. E poi Fellini, Craxi, Spadolini, Fanfani, Cossiga, e molti altri. C’è il “Colosseo Quadrato” con tutti i Presidenti del Consiglio, della Repubblica, gli “stivaloni” in formato gigante di Craxi-Mussolini e la storia delle legislature della Prima Repubblica. (Red – 24 giu)