E’ di 80 feriti il bilancio degli scontri che hanno accompagnato l’inizio dei lavori preliminari della Torino-Lione, la linea ferroviaria veloce che da anni ha mobilitato i No Tav e gli ambientalisti della Val di Susa. Lo scenario più triste si è materializzato questa mattina intorno alle 8, quando 2.500 poliziotti e 41 blindati hanno sfondato i blocchi creati dai manifestanti a difesa dell’area Maddalena, il territorio occupato da circa un mese per ostacolare l’avvio dei cantieri, e scatenato un piccolo inferno costellato da lanci di pietre e oggetti contundenti da una parte e di lacrimogeni dall’altra. Lo scontro è diventato sempre più forte col passare dei minuti, con il culmine raggiunto intorno alle 10 quando i blocchi autostradali messi in atto dai No Tav hanno scatenato le reazioni di camionisti e automobilisti bloccati da oltre 4 ore sulla statale 24 e sull’autostrada Torino-Bardonecchia. Poco dopo le 11.30 il popolo No Tav lascia il piazzale della Maddalena. A gruppi di dieci, come è stato concordato con polizia e carabinieri, giovani, donne e anziani smontano rapidamente le tende e lasciano campo libero alla polizia e all’azienda che a giorni darà l’avvio ai lavori. Immediate le reazioni del mondo politico.
“La Tav è un’opera assolutamente necessaria per il Piemonte e per l’intero sistema Paese – ha sottolineato il governatore Roberto Cota – Non si può confondere la posizione della Val di Susa con l’azione di violenti facinorosi. Le forze dell’ordine – ha aggiunto – stanno facendo rispettare la legalità e loro va il mio pieno sostengo e solidarietà”. Sulla stessa scia – o quasi – il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: “Di fronte agli spiacevolissimi avvenimenti di questa mattina esprimo molta amarezza ma sottolineo anche che nel movimento No Tav ci sono anche frange violente. Non possiamo consentire che il processo di decisione venga bloccato da iniziative prese da una frangia limitata di persone”.
(Kat – 27 giu)