La Corte penale internazionale dell’Aja ha emesso un mandato di cattura di Muammar Gheddafi, il figlio primogenito Saif Al-Islam Gheddafi e il capo dei servizi di intelligence di Tripoli, Abdullah Al-Senussi. L’accusa rivolta al Colonnello e agli altri due soggetti coinvolti è di crimini contro l’umanità commessi nei confronti degli oppositori al regime di Gheddafi dopo lo scoppio delle rivolte avvenute a partire dal 15 febbraio scorso. Si tratta della prima volta in cui la Corte emette mandati di cattura mentre il conflitto nel corso del quale sono sarebbero stati compiuti i reati contestati è ancora in corso. Il procuratore capo del Tribunale, Luis Moreno Ocampo, terrà domani una conferenza stampa nel corso della quale spiegherà le ragioni della decisione presa dalla Corte, che ha accolto le accuse “di un attacco contro la popolazione civile e gli oppositori politici” compiuto dal regime nel corso delle due settimane successive all’inizio delle rivolte, con morti e “atti inumani” contro i civili.
Le azioni repressive sarebbero state compiute da mercenari e forze dell’ordine fedeli al Colonnello soprattutto nelle città di Tripoli, Bengasi e Misurata. Il mandato di cattura è stato rivolto a Gheddafi in quanto “guida riconosciuta e incontrastata”della Libia, che non può quindi essere considerata estranea ai fatti. La Corte ha poi invitato tutti gli stati e le organizzazioni internazionali a “cooperare pienamente con la Corte e il procuratore” per giungere all’arresto di Gheddafi, Saif Al-Islam e Al-Senussi.
(Kat – 27 giu)