Un anno fa la rottura con Fini oggi la “ripartenza”. Il presidente del Consiglio raccoglie il Pdl al gran completo nell’Auditorium della Conciliazione per la direzione nazionale che deve essere “la giornata dell’amore, dell’armonia e della coesione”. E anche il grande giorno di Angelino Alfano, eletto per acclamazione segretario generale del Pdl. “La persona giusta” secondo Berlusconi per chiudere un momento difficile culminato nei fallimenti elettorali di amministrative e referendum e ricominciare partendo dalla “riconquista degli elettori” e affrontando le riforme “indispensabili” per il paese: giustizia, intercettazioni, fisco. Una sfida che il neo eletto segretario raccoglie subito sul palco dell’Auditorium, dove sale accompagnato dagli applausi della platea. Una standing ovation che lo incorona senza votazione e a “suffragio universale” – come chiesto dal premier – nuovo segretario politico del Pdl. Una mossa che rende necessario il cambio dello statuto che la direzione nazionale approva con un solo voto contrario. Alfano abbraccia Berlusconi e alla platea che lo interrompe più volte per applaudirlo promette di lavorare per “un progetto serio di una grande area che aggreghi moderati italiani alternativi alla sinistra” e propone “una grande costituente popolare con chi è disponibile a camminare su questa strada e per questo progetto”. Una nomina quella di Alfano accolta con freddezza e commenti caustici dalle opposizioni. “Ma è il segretario del partito o è il segretario del presidente del partito? Questo lo vedremo prossimamente” ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani che parlando con i giornalisti al termine di un evento a Firenze commenta: “Eletto per acclamazione? Fantastico. Io ho fatto più fatica a diventare segretario. Beato lui”.
Ancora più duro il commento del deputato del Fli Fabio Granata, che della rottura interna la Pdl era stato uno dei protagonisti un anno fa. Il finiano definisce Alfano “il ventriloquo di Berlusconi” e bolla “il suo richiamo ai valori, involontariamente esilarante, vista la platea e i comportamenti”. Di fatto, nonostante la nomina “ad effetto” di Alfano e l’immagine di compattezza data oggi dal Pdl riunito nella direzione nazionale, i malumori interni alla maggioranza non sono scomparsi. Parole forti contro la Lega sono state usate dal sindaco di Roma Gianni Alemanno che nel suo intervento ha chiesto a gran voce le primarie e attaccato il Carroccio che deve smetterla “con i ricatti continui”. E al neo eletto segretario Alemanno ha chiesto “di organizzare un gruppo di lavoro apposito” per le primarie perché dalle elezioni amministrative e dal referendum, ha detto Alemanno, “emerge con chiarezza il bisogno di partecipazione da parte della gente che non vuole più vivere la politica da spettatori”. Alfano è il nuovo segretario politico dunque, ma il futuro del Pdl nel ‘dopo Berlusconi” è ancora tutto da scrivere. (1 lug – Clr)