Stop agli sms e ai fax promozionali selvaggi. Il Garante Privacy ha infatti vietato a numerose società l’uso dei dati di migliaia di cittadini e imprese: per chi non dovesse rispettare la limitazione sono in arrivo sanzioni pesantissime, fino a 300mila euro. Secondo il Garante sono oltre quindici i provvedimenti più rilevanti, emanati nel corso degli ultimi mesi, con i quali l’Autorità ha vietato a privati e società l’uso di migliaia di recapiti per l’invio di fax pubblicitari illeciti e ha ribadito il principio secondo il quale chiunque invii messaggi promozionali mediante sistemi automatizzati (fax, e-mail, sms, mms) è sempre obbligato a raccogliere preventivamente il consenso specifico ed informato del destinatario. In alcuni casi i provvedimenti inibitori adottati dall’Autorità hanno colpito intere banche dati utilizzate per effettuare campagne promozionali per conto proprio o di terzi. “Da mesi – informa il Garante nella sua newsletter – è in atto un’intensa attività istruttoria e ispettiva avviata su segnalazione di numerose società e di semplici cittadini, stanchi di essere disturbati, a tutte le ore del giorno e della notte, spesso senza avere la possibilità di identificare il mittente di tali messaggi commerciali”. Il divieto è scattato anche nei confronti di una società che, sebbene conservasse all’estero i dati personali e li gestisse in modalità remota, utilizzava in modo prevalente e per le funzioni più importanti un apparato di rete (fax gateway) collocato sul territorio italiano. Circostanza questa che impone all’azienda il rispetto della normativa italiana, con il conseguente obbligo di acquisire il preventivo consenso dei destinatari delle comunicazioni. “Questi ultimi, in realtà – spiega l’Autorità – non soltanto non avevano mai acconsentito alla ricezione delle comunicazioni promozionali, ma non avevano neanche la possibilità di opporsi ad ulteriori invii, dal momento che ogni tentativo di rispedire il fax al mittente o di contattare la società risultava vano o privo di effetto”. Il Garante, “al di là dei profili penali che potrebbero eventualmente ravvisarsi nella concreta vicenda”, ha ordinato alla società di acquisire il preventivo consenso dei destinatari e di indicare in un apposito riquadro inserito nel fax l’identità del titolare ed un recapito per opporsi a successivi invii. Nei confronti di tutte le società raggiunte dai divieti l’Autorità ha inoltre avviato procedimenti per valutare l’ applicazione di sanzioni amministrative che nei casi più gravi possono arrivare fino a 300 mila euro.
(Cog – 8 lug)