Il settore dell’editoria è ancora in difficoltà e la situazione è peggiorata a causa della crisi economica internazionale. E’ quanto emerge dall’audizione di Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del consiglio, oggi in commissione cultura della Camera. “Qualche piccola speranza di ripresa per quanto riguarda le vendite pubblicitarie c’è stata negli ultimi mesi, ma non sappiamo quali saranno gli effetti di questa ‘gelata’ della speculazione che avrà effetti su tutto e anche sull’editoria” ha spiegato Bonaiuti che ha fornito in commissione alcuni dati della Fieg su vendite dei quotidiani e pubblicità. “Nell’anno 2010 – ha fatto sapere – giornali e periodici hanno continuato a dimostrare flessioni sia dal punto di vista della pubblicità che della diffusione”. Per i quotidiani “c’è stata una contrazione del 4% e nel 2011 i dati riportano una flessione di circa la metà, del 2,4%”. Per quanto riguarda i settimanali nel periodo 2009-2010 è sta regsitrata una “contrazione del 7%” mentre, sempre secondo i dati Fieg, nel periodo 2007-2010 “il segmento dei settimanali ha perso 2 milioni di copie e altri arretramenti si registrano per i mensili”. Sul fronte della pubblicità, ha spiegato ancora Bonaiuti, “nel 2010 c’è stata una contrazione del 3% che si è aggravata al 4% nei primi quattro mesi del 2011”. Nell’ambito della crisi del settore dell’editoria si inserisce anche la questione dei giornalisti precari, che il sottosegretario Bonaiuti ha affrontato in commissione cultura: “E’ in corso un cambiamento epocale della professione – ha detto -. Nel 1975 gli iscritti all’ordine erano 30mila, nel 2009 110mila. Quello dei precari è un problema concreto e reale, si tratta di persone che lavorano molto, che a volte fanno intere pagine di giornali locali e che vengono pagate cifre risibili e in più senza alcuna protezione” ha affermato Bonaiuti assicurando in commissione “tutto l’appoggio” al ddl Moffa per l’equità salariale nel lavoro giornalistico. “Finché non mettiamo ordine in quella giungla non adempiano ai compiti che ci danno i nostri cittadini. Dobbiamo intervenire per tutelarli anche perché sono soprattutto donne e giovani” ha concluso il sottosegretario.
(Clr – 13 lug)