Sotto la pressione dei gruppi di difesa della salute dei bambini, McDonald Corp. è di nuovo costretto a cambiare menu. Lo scrive il Los Angeles Times, spiegando che la famosa catena americana di fast food ha deciso che aggiungerà una porzione di frutta o di ortaggi a tutti i pasti rivolti ai bambini, riducendo contemporaneamente la porzione di patatine fritte. Le modifiche, annunciate oggi, entreranno in vigore nel mese di settembre in alcuni punti vendita, per poi estendersi ad aprile a tutti i 14 mila ristoranti McDonald presenti sul territorio americano. I dirigenti di McDonald hanno affermato di aver già sperimento senza successo una significativa riduzione delle patatine fritte, suscitando l’ira dei più piccoli e dei loro genitori. “La gente che viene a McDonald vuole poter scegliere”, ha affermato Jan Fields, presidente del ramo americano della multinazionale. Ciononostante la decisione è stata presa: d’ora in poi ogni pasto conterà anche fette di mela, carote, uva passa, ananas o mandarini, a seconda del periodo dell’anno e della regione in cui sono serviti. Questo cambio di rotta comporterà, in media, una diminuzione del 20% di calorie, senza maggiorazioni di costo, anche perché la catena ha già aumentato i prezzi quest’anno, soprattutto sulla scia dell’impennata dei costi delle materie prime. McDonald continua a essere al centro di una vasta polemica in corso negli Stati Uniti, non solo per la qualità nutrizionale del suo cibo, ma anche per la pratica – fortemente contestata da molte organizzazioni – di legare alla vendita di un panino un giocattolo, in atteggiamento provocatorio rispetto alle due grandi emergenze del paese: la crisi economica e l’obesità. Ma c’è chi si ribella: San Francisco e Santa Clara hanno infatti vietato la consegna dei giocattoli a meno che i pasti venduti non soddisfino determinati criteri nutrizionali. Una legislazione simile è stata proposta anche a New York.
(26 lug – Fam)