È polemica tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro dopo l’allarme bomba che ieri ha costretto a evacuare il Colosseo. Una lattina, da cui sbucavano due micce (collegate a semplici batterie), ha mandato in tilt il sistema di sicurezza del monumento più famoso e visitato di Roma. Oggi si cercano le motivazioni: “Sono sconcertato perché ho scoperto soltanto oggi che non ci sono i metal detector, levati due anni fa dopo il cessato allarme post 11 settembre, e che le telecamere dentro al Colosseo non hanno funzionato – dichiara Alemanno in un’intervista a Repubblica – Una cosa inconcepibile, di cui ora chiederò conto al ministro Galan”, dice il sindaco spiegando che a Roma “c’è una doppia competenza: ci sono musei e monumenti che dipendono dal Campidoglio e altri dal ministero dei Beni Culturali. I nostri sono presidiati da circa 2.500 telecamere, ora voglio capire se questo controllo vale dappertutto oppure no”. Dal ministero arriva immediata la risposta del sottosegretario Francesco Giro, sorpreso dal fatto che Alemanno non sia al corrente della mancanza dei metal detector al Colosseo. “La Sovrintendenza speciale decise di rimuoverli perché riteneva che la sicurezza dovesse essere garantita assai prima del perimetro del Colosseo”. Poi il sottosegretario invita il primo cittadino di Roma a organizzare una riunione speciale con il comitato provinciale della sicurezza e l’ordine pubblico. Risponde alle sue dichiarazioni Giorgio Ciardi, delegato del sindaco per la sicurezza, che puntualizza: “Sono di competenza di Roma Capitale le telecamere, perfettamente funzionanti, poste nell’area esterna del Colosseo e davanti alla fermata della metropolitana. I flussi video di queste telecamere sono monitorati dalla Polizia Roma Capitale nella Sala Sistema Roma. Per ciò che concerne invece l’area dell’Anfiteatro Flavio vera e propria la sorveglianza – prosegue – è di competenza della Sovrintendenza nazionale. Si auspica infine una maggiore sinergia tra le diverse amministrazioni preposte, per giungere a un sistema globale di sicurezza nell’area”. Le parole di Ciardi spengono la polemica con Giro, che accetta l’invito del Campidoglio: “Ora rimbocchiamoci tutti le maniche – prosegue Giro – e collaboriamo visto che siamo alla vigilia di un eccezionale restauro e avremo gli occhi di tutto il mondo puntati addosso”.
(Mar/Caf – 8 ago)