Dopo una notte di scontri tra indignados, pellegrini e polizia, papa Benedetto XVI è arrivato a Madrid questa mattina, in occasione dell’apertura della Giornata mondiale della gioventù, accolto all’aeroporto di Barajas dal re Juan Carlos I e dalla regina Sofia, dal premier José Luis Rodríguez Zapatero, da diversi rappresentanti dell’esecutivo e dal sindaco della capitale spagnola, Alberto Ruiz-Gallardón. Sulla pista di Barajas anche 2000 giovani fedeli che hanno ricevuto il pontefice con canti e bandiere. E non poteva che rivolgersi a loro, ai giovani, papa Ratzinger nel suo primo discorso, subito dopo il suo arrivo in aeroporto. I giovani discriminati per la loro fede, quelli disoccupati o precari, che “si credono soli o ignorati nei propri ambienti quotidiani”. “Invece no – aggiunge il pontefice -, non sono soli”. “Molti loro coetanei condividono i loro stessi propositi e, fidandosi completamente di Cristo, sanno – sottolinea Benedetto XVI – che hanno realmente un futuro davanti a loro e non temono gli impegni decisivi che danno pienezza a tutta la vita”. “Molti giovani – ha proseguito il Papa – guardano con preoccupazione al futuro di fronte alla difficoltà di trovare un lavoro degno, o perché lo hanno perduto o perché precario e insicuro. Altri hanno bisogno di essere messi in guardia per non cadere nella rete della droga, o di avere un’assistenza efficace, se, purtroppo, vi fossero caduti”. “Niente e nessuno vi tolga la pace – è l’esortazione del pontefice ai giovani -; non vergognatevi del Signore. Egli non ha avuto riserve nel farsi uno come noi e sperimentare le nostre angustie per portarle a Dio, e così ci ha salvato”. E’ una Madrid blindata quella che accoglie papa Ratzinger e le migliaia di giovani che questo pomeriggio a plaza Cibeles partecipano alla messa di apertura della Gmg dopo le tensioni tra la polizia e i gruppi di manifestanti nel centro della città. Il corteo, composto da laici cristiani di base, repubblicani, omossessuali, atei e “indignados”, ha sfilato ieri da plaza Tirso de Molina al grido di “De mis impuestos, al Papa cero” (Delle mie tasse, al papa zero) contro i finanziamenti pubblici alla Giornata mondiale della gioventù. La tensione è salita quando i manifestanti – cinquemila secondo la polizia, 20mila secondo gli organizzatori – hanno raggiunto Puerta del Sol, piazza simbolo delle manifestazioni degli “indignados”, dove si trovavano anche i pellegrini della Gmg. L’incontro tra il corteo e i “Papa boys” ha dato il via a una vera e propria guerra di slogan. Gli scontri sono iniziati quando la polizia è intervenuta per separare le due fazioni e allontanare i manifestanti dalla piazza. L’intervento delle forze dell’ordine si è concluso con otto arresti e 11 feriti. Il portavoce del governo spagnolo ha ribadito oggi ai microfoni di Radio Vaticana che “allo Stato l’evento non costerà nulla e che il peso ricade sulla Chiesa, sui pellegrini stessi e su alcuni patrocinatori privati. Le spese per la sicurezza sono quelle che riguardano qualsiasi altra manifestazione, comprese quelle degli ‘indignados'”. Gli fa eco, sempre da Radio Vaticana, anche il direttore finanziario della Gmg, Fernando Gimenez Barrioconal, che ha sottolineato come l’arrivo dei giovani da tutto il mondo in occasione della manifestazione cattolica a Madrid sta portando “introiti molto importanti per la Spagna, soprattutto in questo momento di crisi”. La manifestazione, secondo Barrioconal, “viene realizzata con grande austerità e tutte le spese avvengono nella più totale trasparenza”.
(Cle – 18 ago)