Gianni Alemanno, sindaco di Roma, si rivolge direttamente ad Angelino Alfano in una intervista al Messaggero: “Rivolgo un pressante appello al segretario del mio partito affinché apra una profonda verifica politica e programmatica. Cominciando dalla maggioranza di governo, e proseguendo con tutti gli altri possibili interlocutori. Gli chiedo di farlo con tutti coloro che ritengono di avere proposte per far uscire il Paese dall’attuale momento di crisi. Se il tema è quello della riforme, abbiamo detto tutti che non si fanno a maggioranza ristrette. Dunque bisogna trovare interlocutori ad ampio raggio, cominciando dall’attuale maggioranza, per mettersi d’accordo sull’agenda della cose da fare necessarie al Paese. E’ un passaggio decisivo, che non può essere saltato”. Alfano ha annunciato che anche nel 2013 il candidato premier sarà Berlusconi. Condivide? “Le parole di Alfano vanno viste come un atto di lealtà che il Pdl deve al suo fondatore e punto di riferimento politicamente essenziale. Il problema vero qual è? Che, come abbiamo tante volte detto, ora si apre una stagione nuova che prevede nuovi meccanismi di partecipazione popolare come le primarie. Io penso che qualunque scelta per il 2013 si deve fare attraverso il percorso delle primarie, senza dare per scontato questo o quel candidato. Ricordo anche che in più occasioni Berlusconi ha detto di non essere più disponibile a ricandidarsi. Dunque il discorso è totalmente aperto”. E prosegue: “E’ il Pdl che adesso deve incaricarsi di aprire una fase nuova con un confronto serio sulle riforme da fare. E’ il Pdl che deve indicare l’agenda delle riforme in cui crede e su cui si vuole impegnare. E su questa base andare al confronto innanzitutto con la Lega e poi con le altre forze politiche”. E sull’esecutivo di unità nazionale chiesto da Casini e Pisanu il sindaco di Roma commenta: “Io dico due cose. Primo: ci sono dei risultati elettorali che non si possono saltare a piè pari. Secondo, bisogna fare proposte chiare per risanare l’Italia. Credo che per evitare di fare un discorso strumentale e perciò assai pericoloso, bisogna partire dalle cose da fare. Se c’è un momento di tregua, la politica in questo momento di tregua deve potersi confrontare ed esprimersi su un insieme di riforme strutturali che sono assolutamente indispensabili. E’ arrivato il tempo di mettere in piedi un confronto senza infingimenti tra maggioranza e opposizione. Questo è il tema vero da affrontare prima di avventurarsi a parlare di altri governi, perché altrimenti si rischiano discussioni che hanno il sapore di tentativi pretestuosi di forze estranee alla maggioranza di attuare un ribaltamento del voto popolare. C’è già stato il caso Dini, basta e avanza”. Secondo Alemanno “il problema vero è la tensione che si è creata sul piano programmatico tra Pdl e Lega. Ebbene io dico che con la Lega bisogna verificare la possibilità di un accordo vero e concreto sulle riforme, cessando con la logica dei veti che è durata fin troppo”. Quindi sottolinea: “Il Pdl è il mio partito e Berlusconi ha tutta la mia solidarietà. Tuttavia la fiducia ad un governo non può prescindere da un programma. Quello che io chiedo al Pdl è di dire con chiarezza dove va l’Italia, quali sono priorità, quali le riforme da fare subito e con quali alleanze. Da questo la maggioranza di governo deve ripartire”.
(Red – 8 set)