Frutta e verdura, ma soprattutto la “dieta mediterranea”, non sembrano accogliere il favore dei bambini. Sta di fatto che nel 2010, tra i più piccoli, solo tre su dieci hanno mangiato almeno una volta al giorno verdure e ortaggi; mentre sei su dieci hanno consumato, sempre una volta al giorno, frutta. È quanto emerge dall’indagine della Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione dell'”Obesity day”. Bambini, quindi, che alla salutare ortofrutta, elemento principe della “dieta mediterranea”, preferiscono altri prodotti, in particolare merendine, grassi, troppo salati o troppo zuccherati e con basso valore nutrizionale. Una tendenza -si ricava dall’indagine della Cia- che in questi ultimi anni è andata man mano crescendo. Nel 2002 (dieci anni fa), infatti, tra i più piccoli (dai 3 ai 10 anni) il consumo di verdure e ortaggi (cinque su dieci) e di frutta (sette su dieci) era maggiore. L’abitudine di mangiare questo tipo di prodotti -avverte la Cia- resta, invece, alta tra gli anziani (tra i 64 e i 75 anni), dove la percentuale arriva a superare il 91 per cento. Comunque, anche in questa fascia di età si consuma più frutta (85 per cento) e meno verdure e ortaggi (55 per cento). Sono elementi -sottolinea la Cia- che confermano la scarsa educazione dei più piccoli verso una sana e corretta alimentazione, che ha proprio nella “dieta mediterranea”, riconosciuta patrimonio dell’Unesco, il suo punto cardine. I dati, d’altra parte, parlano chiaro: l’obesità e il soprappeso si riscontrano in maniera evidente soprattutto fra i bambini. Non solo in Italia, ma anche in tutta Europa, dove la situazione peggiore si riscontra in Gran Bretagna (29 per cento di soprappeso tra i 5 e i 17 anni, sia nei maschi che nelle femmine). In ogni caso, per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) un ragazzo su cinque in Europa è soprappeso. Ogni anno, agli oltre 14 milioni di giovani europei in soprappeso -3 milioni dei quali obesi – si aggiungono 400 mila “nuovi” sovrappeso.
(Red – 10 ott)