Difficile fare a meno del voto per corrispondenza. E’ questo l’orientamento generale dei consiglieri dell’assemblea generale del Cgie, che oggi ha comunque ribadito, per usare le parole del segretario generale Elio Carozza, che una nuova legge sul voto per gli italiani all’estero vada considerata come “l’urgenza delle urgenze. Molte delle nostre preoccupazioni sono contenute nell’unico ddl presente al Senato. Anche se si va a votare a scadenza naturale, nel 2013 abbiamo bisogno di una nuova legge. Se invece si va a votare con voto anticipato diviene veramente urgenza delle urgenze”. Anche secondo Norberto Lombardi “dobbiamo affermare che è questa la vera priorità, perché nel voto ci sono elementi dannosi che si trascinano anche nella stessa sopravvivenza della circoscrizione estero”. Mario Bosio ritiene comunque che “il voto per corrispondenza vada difeso a oltranza, il problema fondamentale è quello dell’invio delle schede”, e Dino Nardi considera perfino “masochistico criticare la circoscrizione estero: vengo da un paese dove tuttora si vota per corrispondenza, non vedo perché guardare il pelo nell’uovo. Ci saranno stati anche dei brogli, ma nessuno è stato ancora condannato” dopodiché “il sistema può essere sicuramente migliorato sotto l’aspetto della tecnicità”. Silvana Mangione nota che nel ddl esistente “le nostre richieste sono sostanzialmente accolte, l’unica cosa che non c’è è lo scrutinio presso le sedi diplomatiche locali con rappresentanti di lista”. Per Paolo Castellani d’altronde “il voto per corrispondenza è di difficile sostituzione, nessun sistema è inviolabile” mentre per Ugo Di Martino “il sistema per posta non è vero che non funziona, il problema sono le tipografie che non fanno in tempo a stampare le schede, e gli uffici postali non funzionano per recapitare tutti i plichi in tempo”. Più complicata invece l’introduzione di seggi elettorali in loco “perché si ridurrebbe moltissimo il numero dei votanti” suggerisce Augusto Sorriso, e qualche problema lo creerebbe anche l’idea di subordinare il voto all’iscrizione a una lista elettorale: per Aldo Schiavone “non si può derogare al dettato costituzionale” che non contempla questo procedimento, anche se Gian Luigi Ferretti si professa “innamorato di quello che stanno facendo i francesi, che voteranno per la prima volta” spiegando che “l’iscrizione alla lista elettorale non è un problema, perché non si nega a nessuno di votare, neanche all’ultimo, perché in quel caso basta prendere un aereo e andare a votare in Italia” e Riccardo Pinna propone il metodo sudafricano: “basta iscriversi la prima volta al consolato dopodiché non bisogna farlo di più. Oltre a questo, il voto per corrispondenza credo sia l’unico possibile”. L’unico fuori dal coro è Claudio Lizzola: “Non capisco perché non si contempli l’idea di votare con internet: altri paesi lo fanno, ha un costo minimo, garantisce la segretezza, è il sistema più rapido”.
(14 ott – Sis)
