Gilad Shalit, dopo oltre 5 anni di prigionia, è tornato in libertà: si è conclusa dunque positivamente la vicenda – divenuta un po’ il simbolo delle tensioni in Medio Oriente – del soldato israeliano rapito nel 2006 da un commando palestinese. In cambio della liberazione di Shalit – che è stato condotto in Egitto per poi fare ritorno in Israele – il governo di Gerusalemme ha liberato 477 detenuti palestinesi, tra cui 27 donne: altri 550 detenuti, sulla base dell’accordo siglato nei giorni scorsi tra Israele e Hamas, saranno liberati entro i prossimi due mesi. In totale saranno 1027 i prigionieri palestinesi liberati. Le prime immagini di Shalit, apparso smagrito ma comunque in discrete condizioni, sono state trasmesse dalla televisione egiziana, ai cui microfoni ha dichiarato: “Hamas mi ha trattato bene. Sono stato informato del mio rilascio una settimana fa”. “Naturalmente, mi è mancata molto la mia famiglia” ha aggiunto Shalit, auspicando che questo accordo porti alla pace tra israeliani e palestinesi e dicendosi inoltre felice per la liberazione dei detenuti palestinesi, a condizione che “tornino alle loro famiglie e abbandonino la lotta armata”. Ad accogliere Shalit in patria il premier israeliano Benjamin Netanyahu, oltre naturalmente ai suoi familiari che hanno potuto riabbracciarlo. Si festeggia anche a Ramallah, dove una folla di 200 mila persone si è riunita per accogliere i prigionieri palestinesi: parlando alla folla il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen ha sottolineato come Israele abbia promesso la liberazione di un altro contingente di detenuti e ha invitato Israele a mantenere gli impegni, ringraziando l’Egitto per la mediazione svolta tra le varie anime politiche palestinesi: “Siete stati voi – ha detto inoltre rivolgendosi ai detenuti rilasciati – a guidarci verso la riconciliazione che presto sarà completata, con l’aiuto del Signore”. (Roc – 18 ott)