“In questi 18 anni non mi hanno fatto mancare nulla. Aggressioni politiche, giudiziarie di cui sono il recordman e anche fisiche perché se quella statuetta del Duomo invece che sulla guancia l’avessi presa in un’altra parte del viso sarei sotto terra”: è il bilancio della sua attività politica – dalla “discesa in campo” del 1994 – stilato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenendo al primo congresso del Movimento di responsabilità nazionale fondato da Domenico Scilipoti. Nel suo intervento il premier ha espresso ottimismo sulla durata dell’esecutivo (“Come mai – afferma – sono riuscito a durare cinque anni la prima volta e penso che anche questa volta il governo durerà altri cinque? Semplicemente grazie alla mia personale autorevolezza”) individuando come priorità la riforma della giustizia e della Costituzione: “Ora che abbiamo i numeri e una maggioranza coesa in Parlamento – sottolinea il presidente del Consiglio – dobbiamo approvare la riforma della giustizia che deve prevedere l’assenza di partiti politici nella magistratura. I magistrati non devono usare la giustizia come arma politica contro il nemico politico”. Il premier ha inoltre affrontato il tema della legge elettorale, esprimendo parere favorevole alle preferenze: “Alla luce del milione e duecentomila cittadini che hanno firmato il referendum – afferma – dobbiamo introdurre una variante nella legge che consente di scegliere candidato per candidato”. Alle parole del premier replica l’opposizione: “Berlusconi non ci ha tolto un dubbio – afferma -: sarà per caso Scilipoti il relatore in Parlamento di questa nuova illustre proposta di riforma fatta oggi dal premier? Mi pare evidente, vista forse anche la prestigiosa sede in cui ha fatto questi annunci, che il senso della realtà del presidente del Consiglio sia ormai in caduta libera, più o meno purtroppo come lo spread fra i titoli del Tesoro italiani e i Bund tedeschi” afferma Anna Finocchiaro, presidente del Gruppo del Pd al Senato. “La speranza – conclude – è che da ora i mercati, pensando all’Italia, abbiano più a mente la competenza e la professionalità di un Ignazio Visco che l’ormai macchiettistica coppia Berlusconi-Bossi”. (Roc – 21 ott)