Continua a salire il numero di morti in Turchia in seguito al terremoto che ieri ha colpito la zona nei pressi di Van, la seconda città in ordine di grandezza dell’Est del paese, al confine con l’Iran. I decessi accertati, a seguito della scossa di 7.2 gradi della scala Richter, sono ora almeno 264, ma si teme di trovare sotto le macerie circa un migliaio di cadaveri. Sono invece circa 1.300 i feriti, ma si continua a scavare tra le palazzine crollate dopo che tutte le zone della provincia colpite dal terremoto sono state raggiunte dai mezzi di soccorso. Tra i superstiti anche una famiglia italiana residente a Van che, raggiunta al telefono da popoli.info, il mensile internazionale e missionario dei gesuiti italiani, ha descritto il sisma di ieri come “un’esperienza inimmaginabile”. A parlare con la redazione del mensile Costanza Ugolini che ha raccontato che lei e i suoi genitori “stanno miracolosamente bene, ma hanno perso la casa, un appartamento al quinto piano di un palazzo che non è crollato, ma è inagibile. Hanno trascorso la notte in auto, come moltissima gente spaventata”, si legge sul sito di notizie. “La scossa è stata violentissima – prosegue Costanza – ed è durata oltre 30 secondi. In casa crollava tutto: mobili, intonaco, e tutta la roba che avevamo. Durante la scossa ci siamo abbracciati aspettando che si aprisse una voragine sotto di noi o che ci crollasse addosso il sesto piano. Invece siamo riusciti a scappare e a prendere la macchina ma una volta fuori ci sono state altre violenti scosse e quindi non potevamo proseguire. La gente scappava dalle case urlando”. (Cle – 24 ott)