Secondo Mario Draghi la lettera d’intenti del governo italiano all’Unione europea rappresenta “un passo importante, contiene un piano di riforme organico per lo sviluppo, ora però – avverte – si tratta di farle, con rapidità e concretezza. Sono misure coraggiose e per questo è necessario tutelare le fasce più deboli”. Draghi, in quello che ha definito il suo ultimo intervento ufficiale alla guida della Banca d’Italia, prendendo parte alla Giornata mondiale del risparmio ha sottolineato che la fine del suo mandato a Palazzo Koch avviene “in una situazione confusa e drammatica sul piano nazionale, internazionale, politico ed economico”. “Vorrei rivolgere un ringraziamento personale al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – ha aggiunto – che è un punto di riferimento, un punto di ispirazione, un punto di esempio”. L’Italia, ha sottolineato Draghi, per quanto riguarda la cause scatenanti della crisi “non aveva nulla da rimproverarsi” ma è stata travolta “per le sue debolezze strutturali al punto da trovarsi essa stessa ragione della crisi generale”. Secondo il prossimo numero uno della Bce il nostro Paese deve “riconoscere i propri nodi e non sperare negli altri. Bisogna affidarsi a se stessi per salvarsi in Europa”. Draghi invita a “dare piena e rapida attuazione alla manovra di settembre, in particolare definendo e realizzando rapidamente il previsto programma di revisione della spesa pubblica” e inoltre sottolinea che “un rilancio duraturo della crescita sostenibile passa soprattutto per le riforme strutturali da tempo invocate, in larga parte condivise, ma tuttora inattuate”. (Roc – 26 ott)