New York – L’Istituto Italiano di Cultura di New York presenta, da oggi al 28 novembre, la mostra dei vincitori della prima edizione del “Premio Selezione Istituto di Cultura Italiano di New York 2011”, nato per offrire l’opportunità di presentare a New York l’eccellenza della giovane arte italiana. Gli artisti vincitori, selezionati da una giuria internazionale – Nicola Pecoraro, 34enne artista romano che vive tra Roma e Londra e Riccardo Previdi, 37enne architetto milanese che vive a Berlino – presentano due progetti site-specific presso gli spazi dell’Istituto. Con la creazione del Premio, l’Istituto Italiano di Cultura intende riconfermare la sua attenzione e la promozione della giovane arte contemporanea italiana, facendosi promotore di una selezione attenta e rigorosa al servizio degli artisti italiani. Oggi, alle 17.30, si terrà una conferenza sullo stato dell’arte italiana e sull’intervento dei privati nella promozione dei giovani talenti italiani all’estero. Prenderanno parte, tra gli altri, Riccardo Viale, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, Francesco Bonami, direttore artistico della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Massimiliano Gioni, associate director New Museum of Contemporary Art, New York, Pepi Marchetti Franchi, direttore di Gagosian Gallery di Roma. Dal prossimo anno il “Premio Selezione Istituto di Cultura Italiano di New York 2011” prenderà il nome “Gotham Prize”, a sottolineare ancora di più il rapporto con la città di New York. Nicola Pecoraro nel suo progetto per la mostra a New York si è ispirato dalla figura dell’artista americano Robert Smithson. Riccardo Previdi si è formato come architetto a Milano, la sua città natale, e di quel percorso ha conservato modi legati alla costruzione dell’idea, l’attitudine a raggiungere un esito formale come processo conoscitivo e creativo insieme. All’inizio del Duemila, si trasferisce a Berlino, da allora Previdi ha sempre di più focalizzato la sua ricerca sul rapporto tra arte e architettura, sulla rilettura della tradizione del design italiano, attraverso un linguaggio pop che tende ad esibire i processi di costruzione dell’immagine. Il progetto Gigantic Fly’s Visual Memory pensato per la mostra di New York riflette sull’esperienza concettuale e architettonica di Buckminster-Fuller e si concentra sull’architettura del Fly’s Eye Dome, la cupola geodetica esposta nel 2008 a New York a La Guardia Place, ora al Max Protetch Sculpture Park di Beacon. (9colonne)