“Una nuova alba della politica italiana”. Commenta così in un articolo il responsabile del Pd estero Eugenio Marino le dimissioni di Silvio Berlusconi e il nuovo governo Monti. “Non possiamo certo sapere quanto durerà” questo esecutivo, “ma alcune cose sul recente passato e sul berlusconismo possiamo scriverle. Nel 1994 Berlusconi si è presentato agli italiani per scongiurare il pericolo comunista e promettendo un ‘nuovo miracolo economico’, una maggiore efficienza dell’ apparato dello Stato, un generale abbassamento delle tasse, la costruzione di grandi opere e infrastrutture e un ruolo di primo piano dell’ Italia negli scenari internazionali. Le stesse promesse ripetute nel 2001, nel 2006 e nel 2008. Oggi il suo bilancio (e per suo tramite quello del Paese che ha governato per 8 anni negli ultimi 10) è completamente fallimentare su tutti i fronti”, scrive Marino. “Per questo fallimento politico (e sottolineo politico e non giudiziario) di Berlusconi e della destra (italiana e non), si apre nel nostro Paese – ribadisce Marino – un’ alba nuova, che deve essere fatta di serietà istituzionale, di austerità e rigore, di progresso e uguaglianza, e che deve portare al ritorno alla Politica (con la P maiuscola). Una fase nuova che deve ridare all’ Italia il prestigio internazionale che le spetta e agli italiani (in Patria e nel mondo) un Paese efficiente, una crescita adeguata e una giustizia sociale equamente distribuita. Il governo Monti, in quest’ ottica, è un primo passo della ricostruzione nazionale, che deve vedere l’ impegno di tutti. E la nomina agli Esteri di Giulio Terzi di Sant’ Agata fa ben sperare anche a una diversa attenzione verso gli italiani nel mondo. Le premesse, infatti, ci sono, e sono quelle che ha sottolineato bene Silvana Mangione su ‘La gente d’ Italia’: ma vedremo in questo senso le prime mosse del neo ministro. Dopo si potrà tornare, e i tempi saranno scanditi dall’ efficacia delle politiche che farà e dai risultati che conseguirà Monti, a una dialettica politica destra-sinistra fuori dall’ emergenza. E allora, ricordando i fallimenti a cui ci ha portato Berlusconi e il centrodestra, dovremo avviare una legislatura democratica nuova, nella quale non serviranno più venditori di promesse e cavalieri populisti (neri o bianchi che siano), ma leader politici seri e credibili. In questo senso, il Partito democratico ha molto da offrire all’ Italia e al mondo. Per il bene di tutti, per il bene dell’ Italia. Dunque, ancora, buongiorno Italia!”.(18 nov – Cle)