Nel 1999, l’Assemblea Generale dell’Onu ha proclamato il 25 novembre Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne. Secondo l’indagine condotta nel 2011 dall’UN Women – nuova Entità delle Nazioni Unite per l’Uguaglianza di Genere e l’Empowerment Femminile, ufficialmente operativa da gennaio 2011 – dal titolo “The Violence against Women Prevalence Data: Surveys by Country”, la violenza contro le donne è un problema dalle proporzioni catastrofiche. Sulla base dei dati attualmente disponibili, fino al 70% delle donne ha subito nella propria vita violenze fisiche o sessuali da parte di uomini – principalmente da parte di uomini che conoscevano, specie mariti e partner. Tra le donne di età compresa tra i 15 ed i 44 anni, le violenze causano più decessi ed invalidità che il cancro, la malaria, gli incidenti stradali e la guerra messi insieme. Dall’indagine sono emersi alcuni significativi dati: negli Stati Uniti, un terzo delle donne uccise ogni anno viene ammazzata dal proprio partner. In Sud Africa ogni 6 ore una donna viene uccisa dal suo partner e in Guatemala in media vengono assassinate due donne al giorno. In India, nel 2007, 22 donne sono state uccise ogni giorno per questioni inerenti alle doti. Delle 800.000 persone trafficate ogni anno, l’80% sono donne che vengono trafficate a fini di sfruttamento sessuale. Circa 100 – 140 milioni di donne in tutto il mondo sono state sottoposte a mutilazioni genitali. Più di 3 milioni di ragazze africane ogni anno rischiano di subire tale pratica. Più di 60 milioni di ragazze nel mondo sono “spose bambine”, fatte sposare prima dei 18 anni, principalmente in Asia meridionale (31,1 milioni) e nell’Africa sub-sahariana (14,1 milioni). (Red – 25 nov)