Berlusconi è tornato. O forse non è mai andato via. A quindici giorni dalle sue dimissioni, l’ex presidente del Consiglio scende di nuovo in campo e lancia la campagna elettorale del Pdl. L’occasione è il convegno dei Popolari liberali promosso da Carlo Giovanardi a Verona, al quale il Cavaliere si presenta accompagnato dal segretario del Pdl Angelino Alfano e viene accolto, come ai vecchi tempi, dai cori “Silvio Silvio”. Nel mirino del leader del Pdl ci sono già le urne: “Non so se sarà una campagna elettorale lunga, noi dobbiamo essere pronti. Io lavorerò dietro le quinte”. Il messaggio è chiaro. Alle prossime elezioni in prima linea sarà mandato Alfano: “Sono davvero felice – gli dice Berlusconi dal palco – ogni volta che lavoro con te, e lo faccio tutti i giorni, ogni volta che ti ascolto ho sempre più la certezza che per il nostro futuro e per la nostra vittoria che dobbiamo tornare a conseguire, siamo in ottime mani”. Ma non è un testamento politico, visto che a Verona l’ex premier ha tenuto a ribadire quanto affermato nel suo ultimo messaggio registrato a Palazzo Chigi: “Da qui in avanti, l’ho già detto, raddoppierò il mio impegno per organizzare la nostra forza politica come un grande partito e un grande movimento”. Berlusconi ripercorre quindi le tappe della sua storia politica, da Forza Italia alla caduta del suo ultimo esecutivo: “Siamo scesi in campo nel ’94, lasciando anche i mestieri che ci appassionavano perché non volevamo che il Paese cadesse nelle mani dei comunisti. Purtroppo si cerca di far passare nel dimenticatoio questa tragedia ma noi ce la ricordiamo perché è stata la tragedia, quella del comunismo, più disumana e criminale per la storia dell’uomo”. All’orizzonte, in chiave elettorale, sembra ci siano altri problemi, partendo dall’allontanamento di un alleato storico. In “casa” del Carroccio, davanti al sindaco Flavio Tosi, Silvio minimizza: “L’alleanza con la Lega è solida. E’ un’alleanza che non può assolutamente essere resa più debole dagli ultimi accadimenti e dal governo dei tecnici”. Già alle amministrative, giura l’ex premier, Pdl e Lega viaggeranno insieme. Infine, un’altra stoccata contro la sinistra che “non ha raggiunto la maturazione democratica” e una sul governo Monti. “Se si può pagare in contanti fino a 2-300 euro e tutto il resto è verificabile si tratta di una norma che ha insito il pericolo di uno Stato di polizia tributaria, il contrario di quello in cui vogliamo vivere”.
(Caf – 27 nov)