Mosca – Nell’ambito delle iniziative per l’anno della lingua e della cultura italiana in Russia, si tiene, da oggi al 15 gennaio, all’Istituto Statale di Cultura, Museo di Storia, Architettura, Arte e Paesaggio Tsaritsyno di Mosca, una mostra che – sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica italiana e russa e il patrocinio dell’ambasciata d’Italia a Mosca, del consolato generale d’Italia a San Pietroburgo e dell’Ice – presenta oltre 300 opere tra dipinti a olio, disegni e pastelli di Gianni Maimeri (1884-1951). Un’ampia delegazione italiana sarà presente all’inaugurazione tra cui svariati collezionisti d’arte, critici e giornalisti di fama internazionale, oltre alle alte cariche russe, il console generale d’Italia a San Pietroburgo e l’ambasciatore d’Italia a Mosca. Recentemente la critica e gli storici, dopo decenni di oblio, hanno intrapreso un approfondito percorso di riscoperta e valorizzazione dell’artista. Gianni Maimeri, nato a Varano Borghi, in Lombardia, si inserisce nel panorama artistico italiano del primo ‘900 dal quale tuttavia si distacca dopo l’avvento del fascismo. Nel 1923 insieme al fratello Carlo, chimico, rileva il Mulino Blondel alla periferia di Milano e fonda una piccola azienda produttrice di colori per belle arti che tra alterne vicende si svilupperà nel tempo fino a divenire leader nel settore con marchio conosciuto in tutto il mondo, la Maimeri. Nel 1929 ingaggia sulla stampa una battaglia contro la podesteria milanese circa il piano regolatore che prevedeva la chiusura della cerchia dei Navigli. Importante testimonianza di questa impresa resta il ciclo dei Trenta navigli di Milano.
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