Scuole, ospedali, uffici delle amministrazioni locali, porti e aeroporti. Tutto chiuso, o quasi, in Gran Bretagna in occasione dello sciopero della pubblica amministrazione. Due milioni di dipendenti del settore pubblico, secondo i dati dei sindacati, hanno incrociato le braccia oggi contro la riforma del sistema di welfare del governo creando qualche difficoltà ai cittadini britannici. Riforma che prevede il taglio di circa 710 mila dipendenti pubblici, l’aumento dell’età pensionabile a 67 anni e l’incremento del 3% dei contributi da parte dei funzionari per la previdenza. E i salari, che congelati sia quest’anno che il prossimo, non potranno aumentare più dell’1% nel 2013-2014. Lo sciopero, però, secondo il primo ministro britannico David Cameron è stato un “fallimento”. In realtà, secondo i dati dei sindacati, si è trattato dello sciopero più grande dagli anni ’70, cioè dal famoso “Winter of Discontent”, quando, nell’inverno tra il 1978 e il 1979, vennero organizzate giornate di scioperi in tutta l’isola contro il governo laburista. Ma la risposta dei lavoratori è stata diversa da settore a settore: alta l’adesione tra i dipendenti delle scuole, degli ospedali e dei trasporti ad eccezione di navi e aerei.
(Cle – 29 nov)