“In passato ci sono state tante misure per salvare interessi particolari. Questo potete chiamarlo decreto salva-Italia”: così il presidente del Consiglio Mario Monti illustra il decreto varato ieri dal Consiglio dei ministri. “Insieme ce la faremo: ho voluto dare un messaggio di grande preoccupazione, ma insieme di grande speranza” ha detto Monti, sottolineando che si è dato “un peso molto particolare all’equità”. Il premier sottolinea inoltre che il buon esempio partirà proprio dai membri del governo: lo stesso Monti ha annunciato che rinuncerà allo stipendio da premier e da ministro mentre “per i membri del governo ci sarà un criterio di trasparenza a livello delle migliori pratiche internazionali, e abbiamo deciso di ispirare le nostre dichiarazioni patrimoniali al principio di non dichiarare solo quello che prevede la modulistica attuale ma di dichiarare per intero i patrimoni”. Sempre in tema di costi della politica, il presidente del Consiglio spiega che nel decreto si interviene sulle province: “Abbiamo eliminato – afferma – le giunte provinciali e c’è una drastica riduzione del numero di consiglieri”. Monti assicura poi che non ci sarà alcun condono, mentre ci sarà una tassa dell’1,5% sui capitali scudati: “Questi interventi – spiega Monti – hanno valore di giustizia e di contributo al sacrificio”. Tra i provvedimenti chiave quello sulle pensioni, illustrato dal ministro del Welfare Elsa Fornero. Ci sarà il passaggio al contributivo per tutti: l’età minima per andare in pensione sarà di 62 anni per le donne e di 66 anni per gli uomini (dal 2018 anche le donne dovranno andare in pensione da 66 anni): per accedere alla pensione di anzianità invece serviranno 42 anni di contributi dal primo gennaio, chi vuole andare prima dovrà pagare un penale. “Abbiamo chiesto un contributo di solidarietà alle pensioni più ricche e avvantaggiate” spiega la Fornero, che parlando della deindicizzazione delle pensioni si commuove: “Ci è costato anche psicologicamente chiedere un sacrificio”. Monti però precisa le parole della Fornero, sottolineando che le pensioni più basse saranno preservate dalla deindicizzazione. “Grazie ai proventi derivanti dal bollo sullo scudo fiscale possiamo dare non metà copertura dall’inflazione, come pensavamo, ma piena copertura dall’inflazione, anche per le pensioni comprese tra quella minima che è di 480 euro e la doppia della minima”. Tra le altre misure previste, un aumento del prelievo tributario sulla casa e l’aumento dell’Iva del 2% a partire dal primo settembre 2012. (Roc – 4 dic)