Johannesburg – Yeoville, un sobborgo di Johannesburg, vede crescere i suoi servizi sociali grazie al sostegno della italiana Mais onlus (Movimento per l’Autosviluppo Internazionale nella Solidarietà), associazione di volontariato dal 1987 attiva anche in Madagascar, Swaziland, piccola nazione dell’Africa del Sud, Argentina, Brasile, India e Romania. Fortemente voluto dall’African National Congress di Nelson Mandela, il progetto di Yeoville nasce nel 1993 con l’apertura della Yeoville Community School, la prima scuola statale multirazziale. Sono 300 i ragazzi che fanno parte del progetto, provenienti dalle township povere della zona: Soweto, Alexandra, Orange Farm. Molti altri ancora sono profughi dall’Angola, Mozambico, Congo, Ruanda, Burundi e ultimamente Zimbabwe. Ad oggi 15 sono i ragazzi che dopo aver superato gli esami di media superiore hanno intrapreso gli studi universitari. Due ragazze si sono laureate nel 2008 e si sono inserite nel mondo del lavoro. Il diffondersi dell’AIDS, l’estrema povertà e la disoccupazione hanno creato un numero sempre più alto di ragazzi orfani e abbandonati, problema che il Progetto Yeoville sente in modo particolare occupandosi principalmente di ragazzi indigenti. Per questo nel 1999 è stata aperta la Casa-famiglia Saint Christopher’s che attualmente ospita 20 ragazzi. Nel 2005 è stata aperta una seconda casa, divisa in 3 appartamenti, per le ragazze pronte ad essere inserite nel mondo del lavoro. Presso la Casa famiglia Saint Christopher’s si riunisce anche il gruppo del Progetto cucito, composto da delle donne profughe che confezionano tovaglie, borse, arazzi che poi vendono sul posto o spediscono in Italia. Lo status di profughe consente loro di avere solo un visto transitorio, ma non il permesso per lavorare. Con gli introiti del Progetto cucito possono provvedere ai bisogni delle loro famiglie. (9colonne)